«Palestre scolastiche negate? Fosse vero dovrebbero chiudere tutti gli sport indoor»

Il parere di Borgo Virgilio, Remo Mori, Volta e Castiglione. «Serve collaborazione tra istituti e società nel sanificare gli ambienti» 

MANTOVA. Nell'attesa di un nuovo decreto che potrebbe prendere spunti dal confronto del 25 giugno tra il Ministero dell'Istruzione e le Regioni dopo la liberalizzazione del 24 agli sport di contatto (si attende solo il via libera del ministro della Salute Speranza), le società mantovane attive con la pallavolo nelle palestre delle scuole esprimono il loro pensiero sul caso scoppiato nei giorni scorsi, riassumibile nella possibilità che dirigenti e consigli d'istituto possano negare l'ingresso dei club negli impianti, per ricavarne aule per garantire il distanziamento tra gli alunni.

Va precisato che ancora nessuna comunicazione ufficiale è stata inoltrata dal Coni ma un minimo di apprensione scaturisce da una lettera inviata dal presidente nazionale Fipav Cattaneo al n.1 del Coni Malagò a seguito di diverse missive di dirigenti scolastici, che intimano le società a sgomberare gli spazi a loro destinati. I più la considerano una sparata a effetto nemmeno troppo credibile, tanto più che una sua messa in pratica chiuderebbe di fatto la stagione del volley ancor prima di cominciare, con 3 club su 4 che nei tornei che vanno dalla serie B alle divisioni, sino ai campionati giovanili, sono alloggiati in impianti scolastici.

«Al di là del fatto che noi disponiamo anche di spazi extra scuole, come il palasport di Virgilio, il palatenda di Borgoforte per il tennis e la palestra di Pietole - illustra la situazione Mauro Pastorello, presidente della Polisportiva Borgo Virgilio -, se fosse confermata una scelta di questo tipo ci metterebbe in grave difficoltà. Con le nostre attività nei giorni feriali riempiamo appieno 4 palestre scolastiche per 6 ore ciascuno. Dove andremmo a recuperare 24 ore al giorno di spazi sportivi? Ci sono già tante problematiche e questa ne porrebbe di ulteriori. Spero si ravvedano. Il discorso si gioca sulla sanificazione degli ambienti, serve una proficua collaborazione tra la pulizia garantita dalle scuole e quella delle società che ne raccolgono il testimone durante la giornata».

«Non nascondo un filo di preoccupazione e abbiamo già preso contatti con l'amministrazione comunale - ammette Alberto Mori, responsabile tecnico della Polisportiva Remo Mori di Roverbella, impegnata quasi esclusivamente nel volley -. Cerchiamo di capire quali possano essere gli scenari, anche se ad oggi di ufficiale non c'è ancora nulla. Si è trattato probabilmente di una dichiarazione un po' avventata, che ha però una ricaduta pesante sul futuro delle società, tenuto conto che i dati epidemiologici nazionali sono incoraggianti. Svolgiamo l'attività nella palestra della scuola media Benatti e come tutti gli altri club della provincia, malgrado la possibile riapertura ci siamo dovuti arrendere ai vincoli troppo penalizzanti. Contiamo di riprendere in autunno e quasi a volerla esorcizzare, una decisione del genere al momento non mi sento proprio di prenderla in considerazione».

«Tutta la nostra attività si tiene al PalaValle e da ottobre anche nel nuovo impianto che sta sorgendo a Volta - riferisce Alberto Roffia, ds della Nardi -. La comunicazione è arrivata come un fulmine a ciel sereno ma se le cose stanno così non gioca più nessuno. Credo ci sia tempo per mutare lo stato delle cose».

A Castiglione Enzo Valdo ha già ripreso il suo ruolo di coach alla Scuola Pallavolo: «Nel pieno rispetto dei protocolli, per ora lavorando sulla tecnica escludendo muro e zone di conflitto. E solo con gli Under 18. Da domani, in virtù delle decisioni dei ministri, qualcosa potrebbe già cambiare. Il nostro impianto è in rifacimento, ci alleniamo nella palestra dell'istituto Beschi, in centro. Riguardo all'opportunità di destinare le palestre al distanziamento, non credo sia davvero realizzabile. Sarebbe epocale e chiuderebbero bottega tutti gli sport indoor». Già, epocale. Proprio come una nuova pandemia.

 

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