Morgia: «Con Modesto o Gila il Mantova in buone mani»

L’ex mister: «Il campione del mondo mi ha impressionato come persona. L’allievo di Juric ha un gioco più simile al mio. Terza via? Io indicherei Pecchia»

MANTOVA. La prossima settimana dovrebbe essere quella giusta per l’attesa fumata bianca sul nuovo allenatore del Mantova. Nel frattempo la Gazzetta chiama Massimo Morgia, uno dei tecnici più amati dai tifosi biancorossi negli ultimi anni, a tratteggiare i profili dei candidati e a fornire la sua chiave di lettura alle scelte che Viale Te si appresta a fare. «Volete approfittare del fatto che ho preso anche il patentino da ds con 110 e lode? - scherza il mister - Vi seguo da lontano e ho letto di Modesto, Gilardino e di una possibile terza candidatura. Per me il Mantova ha individuato due ottimi profili, fossi nei tifosi sarei tranquillo in entrambi i casi».

E Morgia passa a spiegare il perché: «La società e il ds Righi hanno fatto bene a chiarire, senza illudere nessuno, che l’obiettivo sarà la salvezza e che ci sarà da lavorare con i giovani. Dunque, puntare su tecnici emergenti che possano valorizzare la rosa sarebbe una scelta giusta. Personalmente, devo dire che Gilardino mi ha fatto una grande impressione come persona quando l’ho conosciuto a Rezzato. Un ragazzo umile, nonostante porti un nome importante, l’ho visto tranquillo, attento e sveglio in panchina. Credo che a Mantova potrebbe far bene e avere un po’ più di tempo rispetto ad altri tecnici, anche perché al fianco avrebbe Caridi. E sapete che per me riportare un po’ di storia in un club è sempre una cosa positiva. Altro aspetto importante è che Gilardino è un campione del mondo e questo gli dà in partenza un ascendente maggiore nei confronti dei calciatori, che a certe cose guardano eccome».


Spese parole lusinghiere per Gilardino, Morgia non lesina complimenti per Modesto: «Devo essere sincero, non lo conosco. Ma il fatto che sia allievo di Juric e goda della sua stima mi rende certo che sia un ottimo allenatore. Del resto, pratica un calcio che lo rende più vicino a me: i concetti sono sempre quelli di Gasperini, con il quale siamo un po’ nati insieme. E sono concetti che il pubblico di Mantova ha mostrato di apprezzare sotto la mia gestione e che possono esaltare una squadra giovane».

Morgia poi tiene a sottolineare un altro concetto: «In tutto ciò spero non venga comunque dimenticato quanto è stato fatto dallo staff tecnico per ottenere la promozione in C. Parlo in particolare di Cuffa, che conosco meglio e che è un ragazzo eccezionale. Spero che resti a far parte del progetto Mantova perché lo merita».

Per concludere, chiediamo al mister di indossare i panni dell’indovino e di immaginare quale potrebbe essere la “terza opzione” ventilata da patron Maurizio Setti quando confermò che Modesto e Gilardino erano candidati alla panchina del Mantova: «È difficile - sorride Morgia - visto che di allenatori liberi ce ne sono tanti. Diciamo che per me un profilo buono sarebbe quello di Pecchia, che ha fatto un ottimo lavoro con i giovani alla Juventus under 23. Lui ha già lavorato a Verona, Setti lo conosce... Potrebbe essere un’idea».
 

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