Settembre vicino, ma si giocherà? «Con questo protocollo noi fermi»

La Lnd mette in dubbio la ripresa. Sibilia: «Cambio di regole, altrimenti è caos». Il Crl si accoda: «La Figc faccia come le regioni. E ci sia il via libera per i tifosi»

MANTOVA. La ripresa dell’attività agonista per i dilettanti è dietro l’angolo. Il 10 agosto i primi raduni, con Governolese e San Lazzaro che daranno il via ufficiale alla stagione 2020/2021 svolgendo il primo allenamento. Le gare ufficiali invece dovrebbero partire il 13 settembre (primi turni di coppa) e il 27 settembre (prima di campionato). Il condizionale però è un obbligo istituzionale, soprattutto dopo le bordate lanciate dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia.

SIBILIA DURO. Non ha usato giri di parole il numero uno del calcio “minore” italiano: «Ripartire dopo il lockdown è l’obiettivo di tutti. Anche del calcio dilettantistico, ma ad oggi, nonostante il nostro impegno con contributi, agevolazioni, date e scadenze fissate, non vi è alcuna certezza sulla partenza delle attività. Qui rischiamo di vanificare tutti gli sforzi compiuti per contenere l’emorragia di società. Serve un protocollo sanitario adeguato e che si arrivi rapidamente ad una soluzione».


ANCHE LA LOMBARDIA SBOTTA.  E la dosa è stata rincarata dai vertici Figc della zona Nord Italia che si sono ritrovati in videoconferenza. Questo il testo emanato dopo la riunione e firmato anche dal numero uno del Crl Giuseppe Baretti: «È emersa la forte volontà e l’unanime richiesta di una sostanziale modifica dell’attuale protocollo della Figc per la ripresa dell’attività calcistica, giovanile e dilettantistica, in totale sicurezza. Si chiede di modificare le norme attuali e renderle aderenti a quelle emanate dai governi regionali e provinciali in materia, che permettono lo svolgimento degli sport di squadra e di contatto, mentre il citato protocollo della Figc ad oggi non consente la ripresa dell’attività calcistica. I Presidenti dichiarano incomprensibile ed inaccettabile il fatto che sia consentito giocare a calcio senza precauzioni da parte di ragazze e ragazzi negli spazi liberi e nei campetti sportivi delle città e dei paesi, mentre rimanga bloccata la ripresa dell’attività sportiva dilettantistica e giovanile sotto l’egida della Figc. I presidenti chiedono che entro la fine del corrente mese di luglio venga consentito dalla Figc di riprendere il gioco del calcio anche alla presenza del pubblico con il distanziamento o la mascherina indossata dagli spettatori».

IL CASO VINCOLO SPORTIVO.  C’è poi il caso vincolo sportivo, con il ministro dello sport Spadafora che da settimane promuove la volontà del governo di annullarlo. Il Crl si oppone a questa eventualità ed è pronto a mobilitare i club per evitare che la riforma vada in porto. Il vincolo di fato lega i giovani calciatori al proprio club fino a compimento dei 24 anni: «Il nuovo ed attuale Statuto della Figc ha già previsto la riduzione della durata di detto vincolo dagli attuali 25 anni ai 24 anni per la prossima stagione. Si precisa come il vincolo sportivo venga assunto volontariamente e consapevolmente dai calciatori al momento della sottoscrizione del cartellino e quindi non sia attivato in maniera coatta. Le società dilettantistiche necessitano ogni anno di poter disporre di un numero minimo di tesserati sicuri per poter programmare la propria attività. Come ha sottolineato anche il presidente Sibilia, in caso mancasse questa condizione molte società non riuscirebbero ad iscriversi tempestivamente ai rispettivi campionati».


 

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