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Il Castellaro si ferma, il Solferino cambia veste

Baldini: «Senza impegni meglio riprendere nel 2021». Martinetto al posto di Cavagna che si ritira, torna Derada

Luca Ferro
1 minuto di lettura

MANTOVA. Per il tamburello il mese di agosto è tradizionalmente il punto focale della stagione, tra Coppa Italia e lo sprint per aggiudicarsi la coccarda tricolore. Ma quest'anno, per i noti motivi legati al Covid, non sarà così: «Una scelta sofferta ma dovuta – afferma il presidente federale Edoardo Facchetti – siamo tutti rammaricati ma di fronte a certe situazioni siamo impotenti. È un sacrificio per tutto il movimento ma spero, anzi, sono convinto che la maggior parte delle persone abbiano capito e, magari, apprezzeranno ancora di più il ritorno sui campi. Nel frattempo ben vengano i tornei». Che non hanno però peso specifico. Da qui, ad esempio, la scelta da parte del Castellaro di sospendere gli allenamenti della prima squadra, mentre altre squadre della provincia stanno continuando ad allenarsi quantomeno una volta a settimana: «Decisione presa vista la mancanza di appuntamenti importanti – analizza il tecnico del Castellaro nonché consigliere federale Luca Baldini – questo non è un anno normale, dunque la prossima stagione sarà da preparare di conseguenza. Sarà probabilmente un ritorno graduale all'attività per evitare di sovraccaricare tendini e muscoli degli atleti dopo un anno di inattività. E poi non dimentichiamoci che siamo i campioni in carica, ci aspetteranno al varco».

Li aspetterà sicuramente il Solferino, la più grande delusa dallo stop. La compagine di Mario Spazzini ha dovuto fare i conti col ritiro di Giorgio Cavagna, esperto terzino ex Cavaion che avrebbe dovuto – con Merlin – formare la linea degli avanti. Ostacolo brillantemente superato, poiché i punti disponibili sono stati trasformati nell’ex Chiusano Filippo Martinetto e nel grande ritorno di Walter Derada, in passato anche al Medole campione d’Italia e sistemando, almeno sulla carta, il suo tallone d'Achille. Il Castellaro è avvisato.

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