Righi ai tifosi: «Fiducia nel nuovo Mantova, vi spiego la chiave per arrivare alla salvezza»

Il ds: «Troise l’uomo giusto, gruppo di ragazzi con qualità e voglia di rivincita. In attacco arriverà qualcosa di determinante»

MANTOVA. Per i tifosi biancorossi sono in arrivo acquisti «determinanti» soprattutto in attacco, ma c’è soddisfazione anche per il lavoro già fatto, fermo restando che l’obiettivo è la salvezza. Il ds del Mantova Emanuele Righi esprime questi e altri concetti in un’intervista in cui spiega a che punto è la costruzione della nuova Acm.

Direttore, come valuta lo stato dell’arte del mercato biancorosso?


«La squadra sta prendendo forma, mancano ancora 4-5 acquisti e io e il mister abbiamo le idee molto chiare sui giocatori da prendere. Siamo molto soddisfatti dei ragazzi arrivati, sia per le loro caratteristiche tecniche e sia per quelle umane. Che saranno fondamentali in una stagione complicatissima, nella quale dovremo remare tutti insieme nella stessa direzione per mantenere la categoria a tutti i costi».

Che fa, mette le mani avanti?

«No, mi limito a dire la verità ai mantovani, come questa società ha sempre fatto. Giocheremo probabilmente in un girone difficile, una sorta di B2 in cui troveremo 8-9 squadre costruite per vincere. Poi ce ne saranno altre che puntano ai playoff. Noi siamo una neopromossa, consapevole della storia che rappresenta ma anche conscia che ciò che era per noi lo scorso anno la promozione in Lega Pro adesso è la salvezza in questo torneo».

Parlando così non c’è il rischio di spegnere un po’ l’entusiasmo della piazza?

«Accetto il rischio pur di sottolineare che questa è una società seria, che fa il passo secondo la gamba e che per quest’anno ha posto come obiettivo la salvezza, stanziando un budget adeguato a raggiungerla. Ci confronteremo dunque con diversi club che spendono più di noi, non c’è nulla di cui vergognarsi. Lavoreremo per porre le basi per step successivi, ma adesso pensiamo soltanto a salvarci. Ed è giusto che i tifosi lo sappiano, perché non vanno presi in giro».

Finora, oltre a elementi di categoria, sono arrivati tanti giovani con pedigree notevoli, che però non sono ancora esplosi o si sono un po’ persi per strada.

«È proprio così, questa è la nostra filosofia: portare a Mantova ragazzi che hanno perso treni importanti ma che hanno qualità per risalirvi in corsa. Alcuni ragazzi, come il Mantova, hanno un passato a cinque stelle e tanta voglia di riprenderselo. La qualità e la fame di rivincita o di arrivare di questo gruppo sono la nostra idea per sopperire al gap economico con altri club che hanno magari budget faraonici».

Era proprio necessario cambiare quasi totalmente il gruppo che ha vinto la D?

«Quei ragazzi hanno fatto la storia e saremo sempre loro grati per questo. Insieme all’allenatore, però, abbiamo fatto delle valutazioni precise e scelte conseguenti. Per alcuni elementi, che sarebbero stati straconfermati per doti tecniche e umane, è stata determinante la regola della lista bloccata a 22 calciatori, che ci ha portato a dare più peso alla carta di identità di ciascun atleta».

Parliamo di mister Troise?

«Sarebbe troppo facile per me, che l’ho fortemente voluto, parlarne bene adesso. Ma posso dire che sono convinto che sia l’allenatore giusto per Mantova e che questa sia la piazza più adatta a lui in questo momento».

Quando arriveranno i “botti” per l’attacco?

«Ci muoviamo con calma e senza fretta. Di certo, soprattutto davanti, arriverà qualche elemento determinante».

Si sente di mettere la mano sul fuoco in particolare su qualche elemento acquistato? Magari un giovane che secondo lei stupirà?

«No, sono contento di tutti i ragazzi che ho portato a Mantova. Avrei potuto puntare su qualche nome per prendere applausi facili a settembre, ma io spero che gli applausi alla squadra arrivino a fine campionato. Poi, come anche nei due anni precedenti, avrò commesso senz’altro qualche errore. Spero solo che le cose fatte bene siano più degli sbagli. Finora è andata così e per questo chiedo ai tifosi di avere fiducia nel nuovo Mantova».

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