Bianchi: «Tifoso Acm da sempre. Ero raccattapalle, ora darò tutto»

Il terzino di Marmirolo: «Gruppo e mister ok, c’è tutto per far bene. Primo salvarsi, senza porsi limiti»

MANTOVA. L’obiettivo è sfatare il detto “nemo propheta in patria” e contribuire a portare la sua squadra del cuore il più in alto possibile nel prossimo campionato di serie C. Davide Bianchi ora ha 24 anni, è un professionista a tutti gli effetti ma non dimentica certo come come gli faceva battere il cuore assistere alle partite dell’Acm da tifoso ai tempi della serie B. «Dopo l’inizio nelle giovanili a Marmirolo - ricorda il terzino destro - sono stato cinque anni nel vivaio del Mantova e sono da sempre tifoso biancorosso. Ricordo quando i miei mi portavano allo stadio, quando facevo il raccattapalle e quando - da ragazzino delle giovanili - entravo in campo mano nella mano con Noselli e con Notari. Ho sempre seguito il Mantova, anche da lontano negli ultimi anni. Adesso in campo al Martelli ci scenderò io e darò il massimo per far centrare alla squadra i propri obiettivi».

Fra l’altro, il ritorno di Bianchi a Mantova dopo i 5 anni vissuti a Vicenza, sembra un po’ la chiusura del cerchio: «A Vicenza ho fatto esperienze importanti, giocando in B e in C, vivendo momenti felici e altri più travagliati - racconta l’atleta di Marmirolo -. E l’ultima stagione è stata bellissima, con la promozione in B che guarda caso ho conquistato con Di Carlo e Magalini, che erano i protagonisti del Mantova che ammiravo da ragazzino».


Il primo impatto con l’Acm per Bianchi è stato molto positivo: «C’è un gruppo di ragazzi fantastici - assicura - e qui nel ritiro di Montese ci stiamo conoscendo a fondo, lavorando sodo e scherzando fra noi. Ci sono tutte le basi per fare bene. Il mister? È molto meticolo sulle cose che vuole da noi, ha le idee chiare su come farci giocare e ci sta trasmettendo la sua idea di calcio. Noi stiamo cercando di mettere tutto in pratica e di arrivare pronti al campionato».

Un campionato che Bianchi conosce bene: «La C è tosta, equilibrata e competitiva, non c’è mai una partita scontata. Noi stiamo lavorando tenendo i piedi ben piantati per terra ma anche con l’idea di non porci limiti: l’importante sarà dare il massimo, partita per partita, poi vedremo lungo la strada quale potrà essere il nostro obiettivo. Fermo restando che la priorità assoluta è mantenere la categoria».

La chiusura non può che essere dedicata ai tifosi, che tutti nel mondo del calcio si augurano possano tornare a riempire (anche solo parzialmente) gli stadi: «Speriamo davvero che il pubblico possa tornare ad assistere alle partite - dice Bianchi - e a darci una mano nel corso del campionato. Per il Mantova, vista la passione della nostra tifoseria, sicuramente la riapertura degli stadi sarebbe un’arma in più». —

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