Motocross, il Mondiale promuove Mantova: ora il sogno è il “Nazioni”

Fim e Infront Moto Racing soddisfatti dei tre Gp virgiliani. La gara per squadre nazionali è l’unico evento che manca per completare il “Grande Slam” 

MANTOVA. Dopo una tempesta arriva sempre la quiete, ce lo insegnano dai tempi non sospetti anche i poeti. Ma quella che si è scatenata per una decina di giorni su Mantova e sul circuito di motocross che al Migliaretto evoca nell'intitolazione la figura di Tazio Nuvolari, è stata la classica tempesta perfetta.

Questioni di occasioni, da lasciare o da cogliere al volo: il Moto Club Mantovano ha scelto l'ipotesi più ardita e professionalmente impegnativa, senza dubbio la più gratificante a giochi conclusi. È singolare che nella stagione dell'emergenza causa Covid la pista mantovana ed il suo management abbiano definitivamente gettato la maschera in termini qualitativi e di garanzie da offrire ad una Federazione internazionale e a organizzatori del Mondiale MxGp in evidente difficoltà nell'imbastire un valido calendario.

All'indomani del trittico di Gran Premi iridati il silenzio regnava nel paddock, anche se indaffaratissimi erano gli addetti alla pista nello snellire le operazioni di uscita degli enormi motorhome dei team e del broadcasting, su tutti il presidente del Moto Club Giovanni Pavesi. Difficile dire se Mantova ci abbia guadagnato sotto il profilo economico, non potendo contare su più incassi di quanto garantito da un migliaio di tagliandi per ciascuna delle sei giornate di gara, che solo domenica ha avvicinato il tutto esaurito.

L'operazione è però da valutarsi a medio-lungo termine e l'organizzazione mantovana, che ha superato a pieni voti il triplo appuntamento, potrà godere in futuro di un credito da riscuotere nei confronti del binomio Fim-Infront Moto Racing, enti con i quali la collaborazione si è parecchio intensificata negli ultimi anni. Non è infatti la prima volta che Mantova viene in soccorso del calendario iridato: con il Gp di Lombardia già previsto nel Mondiale per il 2016, nell'agosto 2015 il "Città di Mantova" si prese carico della rinuncia del Brasile, anticipando l'evento con una clamorosa doppietta.

Quanti altri tracciati italiani possono vantare una tale immediata disponibilità ad allestire grandi eventi? Apparentemente tre, quelli disposti a sobbarcarsi l'organizzazione di tre round nella stagione più dura dello sport moderno: Faenza, Pietramurata in Trentino e appunto Mantova. Pavesi non lo dice apertamente ma se il 2020 avrebbe dovuto essere l'anno di un fisiologico respiro, nel quale reperire il budget per ripresentarsi nel Mondiale l'anno seguente e il programma è stato sconvolto dalla pandemia, ora Mantova potrebbe guardare con fiducia - Covid permettendo - alla candidatura di sede del Motocross delle Nazioni, il clou per questo sport. L'unico avvenimento che da queste parti manca per completare il Grande Slam.

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