Un nuovo talento mantovano sotto rete: Michieletto star con la Nazionale U.20

Il martello di Castiglione, figlio d'arte, Mvp e argento all’Europeo: «Il ko in finale brucia, ora voglio tornare ad essere incisivo con Trento»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Il territorio mantovano ha una nuova stella della pallavolo. Diciotto anni, viene dall'area che ha lanciato nel firmamento internazionale un big come Cristian Savani ed è un figlio d'arte, predestinato ad assicurarsi in carriera un palmarès probabilmente più corposo di quello del padre Riccardo.

Alessandro Michieletto, talento castiglionese forgiato nella Scuola Volley Castiglione diretta da Enzo Valdo e da quest'anno promosso titolare nei piani del Trentino Volley di SuperLega, si è assicurato in maglia azzurra domenica scorsa a Brno la medaglia d'argento agli Europei Under 20 (ko 1-3 con la Russia) e con essa la palma di Mvp del torneo. Solo in parte, tuttavia, il riconoscimento mitiga l'amarezza per la sconfitta nella finalissima continentale, dopo il percorso netto (sei 3-0 in altrettante sfide) compiuto dagli azzurrini sino all'epilogo della rassegna.

«Baratterei subito il titolo di Mvp per avere la medaglia d’oro al collo» rivela Michieletto, potente schiacciatore di professione dopo gli inizi da libero, che forse non lasciavano presagire una tale esplosione a livello fisico. «I riconoscimenti individuali fanno piacere - continua - ma nulla è più gratificante di una vittoria di squadra, anche perché abbiamo iniziato a sognarla ed ad inseguirla già durante il lockdown, quando pur non potendo svolgere collegiali abbiamo cominciato ad allenarci in conference call. Avremmo voluto un epilogo diverso del torneo, però la Russia ha giocato meglio di noi meritando la vittoria. È stata una partita strana, con molti capovolgimenti di fronte. Se avessimo chiuso in nostro favore quel tiratissimo terzo set forse saremmo qui a raccontare un risultato diverso. La verità è che comunque dobbiamo accettare il risultato del campo e tenerci stretto il percorso che ci ha portato sino a questo argento. Torno dalla Repubblica Ceca con un’esperienza importante vissuta sia sul campo sia all’interno dello spogliatoio. Emozionante è prendersi tante responsabilità durante le partite e capire quanto sia bello giocare in un gruppo che lavora all’unisono ma appena è caduto l’ultimo pallone ho iniziato a pensare a quando potrò svolgere il prossimo allenamento con Trentino, perché perdere non mi piace e voglio subito tornare in palestra per lavorare».


I numeri di Michieletto lo celebrano alla grande: 88 punti in sette gare - 25 solo in finale! - undici muri e otto ace, nonché il 53% di trasformazione in attacco (secondo assoluto dell'Europeo). «A Castiglione è stato alla Scuola sino all'Under 15 - lo ricorda Valdo -. Sono felicissimo del suo exploit, si vedeva che era un talento, doveva solo crescere fisicamente. Credo sia il futuro della pallavolo italiana nel ruolo di posto 4».

 

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