Clamoroso Mantova, è addio con il ds Righi: «Scelta condivisa per non intaccare il lavoro»

Fulmine a ciel sereno alle 21.06 del 13 ottobre, nessuna spiegazione da parte del club che parla di «separazione consensuale»

MANTOVA. Sono le 21.06 del 13 ottobre quando sul sito ufficiale del Mantova compare l’annuncio dell’addio del direttore sportivo Emanuele Righi. Un fulmine a ciel sereno, una bomba atomica che esplode in un clima di sostanziale armonia in campo e fuori. Un’armonia che, al di là delle parole di circostanza, evidentemente era solo di facciata.

Nella nota diramata da Viale Te si legge che «il Mantova comunica l’interruzione consensuale del rapporto professionale con il ds Emanuele Righi dopo oltre due anni di proficua collaborazione, culminata con il ritorno del club biancorosso fra i professionisti. Mantova 1911 ringrazia sentitamente Emanuele Righi e gli augura un futuro ricco di soddisfazioni, personali e professionali».

Quanto la separazione sia consensuale è tutto da vedere, soprattutto alla luce dell’ultima intervista rilasciata dal ds Righi alla Gazzetta. Una chiacchierata sul futuro della squadra, per nulla intenzionato a fare passi indietro. La rottura è quindi una soluzione maturata in pochissimo tempo, ma figlia di un lungo braccio di ferro che prosegue da almeno un anno tra i dirigenti e lo stesso direttore. Un rapporto che si è incrinato ulteriormente dopo il ko di Padova, con il clima che pare sia diventato teso anche con mister Troise.

Al vertice (anzi, in mezzo ai due fuochi) c’è poi la figura di Maurizio Setti. Un patron che ha gestito la situazione trovando sempre l’equilibrio e che, deduciamo, stavolta ha scelto di far pendere l’ago della bilancia in favore di Masiello e Pecchini. Ricostruzioni, queste ultime, che restano delle ipotesi visto che i protagonisti ieri si sono ben guardati dal commentare (e spiegare) la notizia. Perché rileggendo il comunicato mancano proprio le spiegazioni della decisione.

Nella stessa nota del club ci sono anche le parole di commiato di Righi. Anche lui, contattato telefonicamente, si è limitato a ribadire ai cronisti che quanto doveva dire era scritto nel comunicato ufficiale: «Lascio Mantova e il Mantova con serenità e piena consapevolezza che la decisione presa di comune accordo sia la più giusta e la più opportuna, in questo momento, per non intaccare quanto di buono la società ed io abbiamo saputo costruire in oltre due anni. Al Mantova ho dato tanto e dal Mantova ho ricevuto tanto. Ci separiamo con immutata stima e con gratitudine reciproca. Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio di questa splendida avventura, con particolare menzione per la proprietà che mi ha scelto e riconosciuto grande fiducia. Auguro di tutto cuore al Mantova e a tutti i tifosi del Mantova il meglio».

Righi quindi lascia una poltrona libera in Viale Te. Una poltrona scomoda per chi dovrà occuparla: la squadra infatti è stata costruita in toto dal ds bolognese, lo stesso mister Troise è stata una scelta made in Righi, senza considerare il filo diretto con il ds del Verona D’Amico che ha permesso alla collaborazione di crescere senza “affossare” le ambizioni dell’Acm. Insomma, un bel cubo di Rubik in un momento di serenità che ora rimescola gli equilibri.

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