L’Acm e il dopo Righi: «Tensioni da evitare: era finito il sereno»

Nota del presidente Masiello sulla separazione, alla base un diverbio con Troise. Caccia aperta al nuovo ds: in auge ecco Stefanelli, Goretti, Cristallini e Pelliccioni

MANTOVA. Dopo la deflagrazione, i primi bilanci post esplosione. La bomba è quella rappresentata dall’addio del direttore sportivo Emanuele Righi, innescata in Viale Te nella tarda serata di martedì. Una «separazione consensuale» che non ha convinto nessuno, tifosi in primis.

LA ROTTURA


È evidente infatti che qualcosa si deve essere rotto negli equilibri biancorossi e, stringendo il cerchio, pare proprio che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia da ricercare nello spogliatoio. Un diverbio acceso tra lo stesso Righi e mister Emanuele Troise. Sul banco motivazioni tecniche e gestionali post Padova, con l’allenatore che avrebbe minacciato di andarsene se la società non avesse preso provvedimenti. Provvedimenti che, dopo una lunga mediazione tra lo stesso Righi e i dirigenti, sono arrivati. La conferma di questa ricostruzione arriva tra le righe leggendo il comunicato rilasciato dal Mantova.

LE PAROLE DI MASIELLO

Per i cronisti non è stato possibile intervistare direttamente i protagonisti della vicenda che hanno preferito spiegare la situazione attraverso l’ennesimo comunicato, senza poter esprimere quindi domande: «La separazione consensuale da Righi – afferma nella nota il presidente Ettore Masiello – è stata la conseguenza di una serenità di rapporti che è progressivamente venuta meno. In una stagione tanto importante quanto difficile per il Mantova, che è tornato a confrontarsi con un campionato professionistico ponendosi come obiettivo la permanenza in categoria, non potevamo permetterci di generare tensioni nell’ambiente e in seno alla squadra. Con Righi abbiamo convenuto che non c’erano più i presupposti per proseguire con profitto il nostro rapporto. La presa di coscienza anche da parte di Emanuele testimonia una volta di più lo spessore della persona oltre che del professionista, perché anche lui – come noi – ha posto il bene del club e della squadra dinanzi a tutto. A Righi siamo riconoscenti per l’ottimo lavoro svolto in oltre due anni di collaborazione con il Mantova». I passaggi chiave, che di fatto confermano la rottura a livello tecnico, sono quelli in cui si parla di «serenità nei rapporti che è venuta meno» e del fatto che «non potevamo permetterci di generare tensioni in seno alla squadra». Tradotto: la società si è schierata dalla parte del mister, il tutto dopo mesi di rapporti non idilliaci (eufemismo) tra gli stessi vertici del club e Righi.

CACCIA AL NUOVO DS

Alla fine patron Maurizio Setti ha deciso di tagliare la testa al toro e di cambiare rotta, concordando con Righi una separazione senza strascichi: «Come società adesso abbiamo il compito di trovare un sostituto all’altezza – conclude Masiello –. Abbiamo già iniziato a muoverci in questa direzione insieme alla proprietà, ponendo come sempre il bene del Mantova e di Mantova al primo posto».

I NOMI

Già, ma i nomi? Da Viale Te fanno sapere che nessuna decisione verrà presa prima del match con la Sambenedettese. Pista interessante potrebbe essere quella che porta a Stefano Stefanelli, nel recente passato alla Vis Pesaro e al Carpi. C’è poi Roberto Goretti, giovane direttore che ha lavorato a Perugia. Altro nome spendibile - ma forse fuori portata - è quello di Francesco Marroccu (ha gestito l’area tecnica della Feralpi, poi Brescia e Genoa). Non va scartato un possibile ritorno di fiamma con Alfio Pelliccioni. Altra carta è quella di Paolo Cristallini. Si tratta di uno degli uomini di fiducia di D’Amico nell’Hellas.


 

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