Le società mantovane d’accordo con lo stop ai campionati: «Inevitabile»

Lo stop dei campionati fino al 7 febbraio è condiviso dai club mantovani: «Torneremo a giocare quando sarà possibile»

MANTOVA. La decisione del Comitato regionale Lombardia di sospendere tutte le attività fino al 7 febbraio salvo, come riportato più in basso, gli allenamenti puramente individuali, trova d’accordo le società mantovane come emerge dal sondaggio che la Gazzetta ha fatto e che vi proponiamo. Oltre all’opinione sulla durata della sosta (oltre 3 mesi) abbiamo voluto sentire dai club cosa pensano di fare in questa lunga sosta.

Gianluca Manini (Castiglione): «Era assurdo credere di ricominciare già a fine novembre, vista la priorità di riprendere con la condizione e gli allenamenti dopo un mese e mezzo che sarà trascorso dall’11 ottobre a quella data. Abbiamo dato programmi individualizzati per gli allenamenti, per il momento possiamo fare solo questo».


Fabio Bronzatti (Governolese): «Giusto fermarsi, ammetto però che considero problematica la possibilità di riprendere a breve. Così come penso ci saranno grosse difficoltà per giocare con le medesime caratteristiche dell’attività. Il calcio dilettantistico deve ritornare alla sua dimensione congeniale, con meno soldi e più pasione».

Alessandro Cobelli (Castellana): «Da alcune settimane la situazione era particolarmente difficile: chi poteva giocare e chi no, non era più possibile badare allo sport ma solo al termometro, siamo in un momento grave. È meglio fermarsi in questo modo sperando ci sia la possibilità di riprendere in maniera ottimale a febbraio».

Massimo Tozzo (Asola): «Giusto tornare in campo a febbraio, com’è giusto cercare di dare respiro alle società attraverso una politica economica che tenga nel giusto rispetto gli sforzi di chi ha cercato in queste settimane di rispettare tutte le scadenze».

Claudio Leoni(Casalromano): «Per come vedo che si sta evolvendo la situazione dei contagi credo sia ottimistico pensare di riprendere il 7 febbraio, è chiaro che resteremo fermi in questi tre mesi. Quando si potrà fare sport seriamente ci ritroveremo e vedremo come fare perchè così come accadde durante la guerra il calcio si ferma però poi riprende, è una questione di sentimento».

Enzo Palvarini (Suzzara): «Sarebbe stato più giusto fermarsi in estate, per tempo noi avevamo detto che il periodo migliore per riprendere era nel 2021, La Lombardia è in bollino rosso da febbraio, certe cose non possono essere sottovalutate. Dopo le feste di fine anno credo che ritorneremo, se si potrà, a frequentare il nostro campo. È una situazione persino angosciante ma totalmente inevitabile».

Davide Tornieri (Marmirolo): «Purtroppo non vediamo alternative, questo è il vero problema. La lista dei morti continua ad aumentare, ha senso pensare al calcio? Ho seri dubbi, perlomeno in senso di rispetto nei confronti di chi sta soffrendo e non sa se riuscirà a farcela».

Michele Baratti (Serenissima): «Uno stop giustamente prolungato, non prendiamo in considerazione l’eventualità degli allenamenti individualizzati. Se uno vuole fare una corsa lo faccia, del resto nessuno può fare altro. Ci auguriamo solamente che la situazione vada verso una soluzione con il reperimento del vaccino utile a risolvere questa emergenza».


 

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