Mantova calcio, occhio all’ex Bentivoglio: «L’Acm fu il mio trampolino, sarà sfida delicata»

Il mediano è uno degli uomini esperti della Virtus Verona: «Torneo tosto, la differenza la fanno sempre più gli episodi»

MANTOVA. Quando arrivò a Mantova, nell’estate del 2005, aveva la faccia da bravo ragazzo e qualche buona referenza. Ora è un uomo di 35 anni con tanta esperienza nel suo bagaglio. Esperienza al servizio della Viruts Vecomp Verona. Stiamo parlando di Simone Bentivoglio, mediano classe 1985 che affronterà il Mantova domenica da avversario.

Lo farà con la maglia rossoblù del club presieduto (e allenato) da Gigi Fresco. Lo farà con la consapevolezza di aver poco da perdere in questa fase del campionato: «Abbiamo fatto un buon inizio di torneo – analizza al termine dell’allenamento di ieri – consapevoli che il nostro obiettivo è quello della salvezza. Un obiettivo da raggiungere cercando di fare punti un po’ dappertutto, senza troppi timori reverenziali». E la mentalità sembra essere quella giusta: 15 punti in classifica (uno in più del Mantova), vittoria netta contro una big come la FeralpiSalò, ottimo pari con la Triestina. E poi le affermazioni negli scontri diretti contro Arezzo e Matelica.

In poche parole, la marcia giusta per mettersi al riparo dai pericoli il prima possibile: «È un campionato difficile, non ci si può mai fidare di nessuno – analizza Bentivoglio –. E in questi tornei gli episodi diventano determinanti. Le squadre che al loro interno hanno giocatori di esperienza riescono a portare a casa qualche punto in più. Punti che alla lunga possono diventare determinanti». E di esperienza Bentivoglio ne ha parecchia. Dopo Mantova l’esperienza al Modena prima di approdare al Chievo Verona, società con la quale è riuscito a salire in serie A. Poi Bari, Sampdoria, Padova e di nuovo Chievo. Nelle ultime stagioni ha vestito le maglie di Brescia, Modena, Venezia (con la quale ha affrontato il Mantova ai tempi della C) e Robur Siena. Ora la Virtus, una piccola società che però nel tempo si è consolidata.

Un po’ quello che fece il Mantova nei primi anni di Lori, quando con decisione si fece strada nel mare magnum della serie B: «Ho ricordi bellissimi di quella stagione, peccato solo per quel finale amaro con la sconfitta di Torino – ricorda il centrocampista –. Io arrivai dopo aver fatto la trafila delle giovanili con la Juventus. Ero alla prima esperienza nel calcio “dei grandi” e mi inserii bene nel gruppo. Ecco, proprio il gruppo era l’arma segreta di quella squadra». Una squadra rimasta nel cuore della gente, dove Bentivoglio era la riserva naturale di un metronomo straordinario come Massimo Brambilla: «Eravamo veramente uniti, basti pensare che con tanti ragazzi di quel gruppo mi sento spesso ancora oggi, questo anche se sono passati ben 15 anni. Inoltre – prosegue Bentivoglio – ricordo con piacere la piazza. Mantova viveva con un trasporto unico il rapporto con la squadra. L’entusiasmo era palpabile e cresceva giorno dopo giorno. Una stagione davvero indimenticabile».

Domenica allo stadio Gavagnin-Nocini una gara delicata su ambo i fronti. Squadre reduci da un pari (per i veronesi 1-1 a Gubbio, Mantova a occhiali con il Modena), entrambe affamate di punti: «Non abbiamo ancora analizzato a livello di video l’Acm – conclude il centrocampista – ma tutti mi parlano di una formazione propositiva che può mettere in difficoltà chiunque. Per noi non sarà una partita semplice».


 

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