Questa Italia è una bella storia Azzurri al passo con le grandi

Battuta la Bosnia a Sarajevo, la Nazionale centra la Final Four di Milano e Torino Belotti e Berardi in gol, irresistibile Insigne. Il record di Evani, sostituto di Mancini



La Nations League ha aperto l’era Mancini e, al primo tentativo, furono più dolori che gioie per una Nazionale chiamata a cancellare pagine buie. Si intravedeva la nascita di un progetto, coraggio e curiosità che, due anni e mezzo dopo, ci riportano là dove l’Italia deve stare.




A Torino e Milano, insieme a Francia, Spagna e Belgio. Fra undici mesi, dal 6 al 10 ottobre prossimo, ci saranno anche gli azzurri in corsa per vincere la seconda edizione della Nations League. Un atto finale a quattro più nobile di quello dell’anno scorso (Portogallo più bravo di Inghilterra, Olanda e Svizzera) e una Final Four che dà il senso di una Nazionale credibile e temuta.

A Sarajevo, l’Italia aveva molto da perdere e poco da aggiungere ad un cammino ricco di suggestioni. E da Sarajevo torna a casa un gruppo abile a gestire la pressione per un risultato non scontato, ma che non potevamo non raggiungere per non annacquare i giusti complimenti.

Insigne si sta candidando, se non lo è già, ad assumere un ruolo sempre più decisivo e Belotti ha dato la risposta migliore a chi lo vede indispensabile nel Toro, perché libero di muoversi come vuole. Il Gallo, con la Bosnia, ha segnato, ma, soprattutto, ha dialogato con i compagni come Mancini chiede alle sue punte centrali: un anno fa, a 60 chilometri da Sarajevo, Belotti aveva già fatto centro con i bosniaci, l’ultimo in azzurro. E dentro alla fatica in Bosnia la fotografia più bella è l’istantanea del secondo sigillo: lo prepara Locatelli, lo confezione Berardi con un inno al calcio della provincia, Sassuolo in testa.



A Torino e Milano ci saremo anche noi. Un appuntamento a cui arriveremo dopo l’Europeo e che ci proietta nel salotto buono d’Europa. Evani ha portato a termine il suo compito con la lode: bravo nella gestione, bravissimo nella comunicazione. E bottino pieno: tre gare in panchina, tre successi in una settimana.

La Nazionale di Mancini tocca la gara ventidue senza conoscere sconfitta e la quinta in trasferta senza la macchia di un gol subito come accadde più di quarant’anni fa, al tempo di Valcareggi ct. Ieri sera non c’era bisogno di rubare l’occhio e, rispetto ad altre uscite, anche recenti, gli azzurri non l’hanno rubato. Ieri sera serviva evitare la trappola di una sfida contro una squadra decimata dal Covid (l’assenza di Dzeko la più pesante) e senza particolari motivazioni se non quelle di provare a dare fastidio sull’asse Pjanic-Gojak, l’ex bianconero e la scommessa granata.

La Final Four ci garantisce un girone da 5 squadre (e non 6) nel sorteggio verso il Mondiale in Qatar. E la Final Four ci farà organizzare un evento nel nostro paese dopo il Mondiale ’90, al netto dell’Europeo Under 21 del giugno 2021. —



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