La Virtus sempre crocevia dei destini Acm: l’ultima volta fu addio ai sogni promozione

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Domani il Mantova scenderà in campo al “Gavagnin-Nocini” contro la Virtus Verona con l’obiettivo di iniziare nel migliore dei modi il trittico d’incontri che in 8 giorni (mercoledì e domenica al Martelli arriveranno Arezzo e Ravenna) potrebbero riproiettarlo in zona playoff. Quella con la squadra del presidente-allenatore Gigi Fresco si prospetta dunque come una gara cruciale, un crocevia per il cammino dei biancorossi in campionato.


E non si tratta di una novità, visto che le sfide con la Virtus Verona (peraltro mai battuta al Martelli) sono sempre state fondamentali, in positivo o in negativo, per le sorti del Mantova. A partire dalla prima, datata 3 ottobre del 2010, che segnò l’inizio della scalata verso la C2 dell’Acm post fallimento. All’inedito match con la Virtus arrivò un’Acm reduce da un incerto avvio di stagione (una vittoria e tre pareggi) che stava già facendo traballare la panchina di Archimede Graziani. A Verona, però, i biancorossi s’imposero 3-1 e da lì infilarono una serie di vittorie che li proiettò a dominare il torneo.

Esito opposto ebbe invece l’ultima sfida giocata a Verona il 7 gennaio del 2018. Anche questa volta il Mantova era in D e reduce da un fallimento: a metà stagione era staccato di 7 punti dalla vetta ma sperava di rientrare in corsa per la promozione proprio espugnando il campo della Virtus capolista. Correa e compagni ci provarono in tutti i modi, ma la gara si rivelò stregata. I biancorossi sbagliarono due rigori e poi rimasero in dieci per l’espulsione di Bertozzini. Il match rimase aperto fino alla fine (Suriano mancò il 3-3 allo scadere), ma il Mantova uscì battuto per 3-2 e dovette riporre nel cassetto i sogni di abbandonare subito il purgatorio della serie D.

Meno decisiva, ma tutt’altro che banale, fu anche l’unica sfida giocata con la Virtus Verona fra i professionisti il 19 gennaio del 2014. Sul campo di Legnago (il Gavagnin-Nocini non era omologato per la C2) i biancorossi impattarono 1-1 ma al termine della gara si scatenò una rovente polemica. Il presidente Lodi invocò un «immediato cambio di rotta», mister Sabatini se la prese con chi dalla tribuna osava urlargli «cambia» durante la gara. Il ds Sensibile, invece, sempre rivolto ai contestatori, disse: «Non mi pare che a Mantova abbiano giocato Pirlo, Roberto Carlos o altri fenomeni». Qualcosa s’incrinò e la stagione finì con l’esonero del ds e la C acciuffata all’ultima giornata senza tante feste. —

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