Il calcio mantovano della leggenda: «Quando Rodigo invase Ozzano Emilia poi perse la finale di Coppa»

Le squadre della leggenda/14. I biancazzurri di Enzo Mantovani lottarono sino alla fine ma con poca fortuna nella Prima 1988-89 

MANTOVA. Uno dei picchi della sua storia lunga quasi 80 anni e terminata nel 2019 il Rodigo l’ha vissuto nel 1988-89, l’anno della finale di Coppa Emilia di Prima. In quel campionato, con Enzo Mantovani, il Rodigo lotta per la vetta salvo calare nel finale e terminare terzo dietro Castellana e la Poggese. Il torneo è entusiasmante e il cammino di Coppa regala una soddisfazione dietro l’altra. Il Rodigo prima supera di slancio la Roverbellese, poi la Castellana. Entra nel gruppo delle migliori 24 del Crer. Il primo scoglio è la Casalese superata grazie al gol segnato in trasferta, mentre contro il Bastiglia il Rodigo fa valere il 2-0 dell’andata. La formula prevede a questo punto due gironi a tre, chi lo vince gioca la finale.

Il Rodigo batte prima il Sala Baganza (1-2) poi il Quattro Castella (2-0). E’ finale e in quella partita non ci sarà in palio solo la Coppa ma anche la Promozione ad Ozzano Emilia contro i forlivesi del Vecchiazzano. L’entusiasmo in paese è crescente, nella rosa biancazzurra del presidente Luigi Tedoldi e del ds Bruno Strada giocano i rodighesi Silvano Gilli, Claudio Gamba e l’indimenticato Gepe Barbieri. Per recarsi ad Ozzano in quel sabato di fine maggio un pullman non basta, ne occorre un altro e un altro ancora. Poi c’è l’autocolonna che accompagna la squadra. La cornice di quella finale è quella dei grandi eventi, lo stadio è pieno e Rodigo c’è tutto. Il Vecchiazzano passa in vantaggio al 9’ su punizione, risponde Mulatti dopo qualche istante. Il Rodigo prevale sul piano del gioco e al 79’ Barbieri, con un’azione personale delle sue, porta in vantaggio il Rodigo.

L’entusiasmo è alle stelle ma il Vecchiazzano si riversa nella metà campo rodighese. E’ l’86’ quando l’arbitro Bellettini di Bologna concede un rigore ai forlivesi che anche la stampa emiliana definirà “di manica larga” ed espelle un giocatore rodighese, Busi. In dieci i rodighesi affrontano i supplementari ma al 119’ soccombono definitivamente. È 3-2 per il Vecchiazzano.

Rievochiamo la partita anche con il presidente di allora, Luigi Tedoldi e scopriamo che quella sconfitta è ancora una ferita aperta. «Son passati tanti anni - sottolinea il massimo dirigente rodighese- fu una bella partita che non meritavamo di perdere, ma l’arbitro ci danneggiò irrimediabilmente fischiandoci sistematicamente contro. Peccato perché giocammo veramente bene. Quell’anno avevamo una rosa completa, giocatori forti in ogni reparto a cui piaceva giocar bene e ad imporre il proprio gioco sotto la guida esperta e sapiente di Enzo Mantovani. Fu complessivamente un’annata divertente e appassionante peccato solo aver perso quella finale».




 

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