Beschi, la favola Medolese: «Un organico super e un club degno della Prima»

Le squadre della leggenda/26. Chiarini vinse anche in Terza categoria. L’ex presidente ricorda: «L’anno successivo, nel 2004, fummo quinti» 

MEDOLE. Un club relativamente giovane, che mosse i primi passi nel 1971, e che trovò il modo nel corso degli anni di togliersi la soddisfazione di scalare almeno due dei gradini della scala dilettantistica. Si tratta del Medole, che nel 2002/2003 toccò la sua vetta storica, la Prima categoria. E i due balzi che lo proiettarono a quel livello si legano, oltre al nome di appassionati dirigenti locali, al tecnico Luigi Chiarini, lo stesso cui vanno ascritte le fortune di quel Castiglione Junior che, solo pochi chilometri più in là, si è altresì tolto delle grandi soddisfazioni.

«Ricordo che dopo la fondazione rimanemmo ancorati a lungo in Terza categoria, peraltro senza mai ottenere risultati di rilievo - racconta Lino Beschi, memoria storica del calcio medolese in quanto direttore sportivo prima e presidente poi -. A metà anni Novanta però ci fu il primo balzo proprio con mister Chiarini in panchina e Franco Franceschetti alla presidenza: quello di Terza fu un torneo molto combattuto fino alla fine e la spuntammo sul filo di lana superando il Bozzolo, che con noi diede vita a un lungo duello». Bisognerà poi attendere il 2002/2003, col ritorno del “talismano” Chiarini, per godersi un’altra gioia del genere, con la vittoria di un girone di Seconda condiviso con altre formazioni mantovane e cremonesi.


«Quell’anno dominammo dall’inizio alla fine – ricorda Beschi – ci vollero tre o quattro giornate per prender le misure al torneo poi fummo inarrestabili, prendemmo tanti punti di vantaggio sulle altre e festeggiamo con largo anticipo. D’altronde avevamo uno squadrone per la categoria: i vari Vezzoli, Varini, Lerma, Campanelli, Zara fecero la differenza, reduci com’erano da esperienze in campionati più importanti. Oltre al valore tecnico di quella squadra il plus ce lo rimise di nuovo Chiarini, con la serietà e la capacità di fare gruppo che l’hanno sempre contraddistinto. Ricordo comunque, giusto per ribadire la forza di quell’organico – conclude Beschi – che l’anno successivo facemmo una gran bella figura anche in Prima categoria, chiudendo al quinto posto da neopromossi».

Il Medole poi continuò il suo viaggio tra retrocessioni, ritorni e anni sabbatici. Fino all’attuale Medolese, rilanciata dal patron Claudio Bonesi, che in quegli anni si avvicinava al club. «Ai tempi di quelle vittorie però facevo solamente il giardiniere – scherza l’attuale presidente – ho comunque memoria dell’entusiasmo di quegli anni e speriamo un giorno di riviverlo a Medole. Per ora sarebbe già una grande gioia, per noi e tutto il movimento, uscire da quest’emergenza e tornare a parlare di calcio giocato». 

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