Calcio, con il nuovo Dpcm i dilettanti fermi fino al 15 gennaio

L’ipotesi di ripartenza dei tornei slitta dal 7 febbraio a fine mese. Dalla settimana prossima potrebbe cambiare qualcosa per gli allenamenti

MANTOVA. Tra le indiscrezioni sull’emanazione del nuovo Dpcm e il Consiglio federale della Figc è stata una giornata significativa per il calcio dilettantistico. Sul primo fronte poche novità: sancita la possibilità di proseguire per le competizioni professionistiche e di interesse nazionale, lo status quo è destinato a rimanere tale almeno fino al 15 gennaio, data in cui saranno attese le nuove misure. Si prospetta almeno un altro mese e mezzo di letargo dunque per le gare dilettantistiche, con l’ipotesi di ripartenza al 7 febbraio destinata a slittare almeno verso la fine dello stesso mese.

L’unico cambiamento che potrebbe avvenire nel breve periodo (si parla dell’11 dicembre) è legato al passaggio della Lombardia dalla zona arancione a quella gialla. Poco muterebbe però per l’attività, se non il fatto che gli atleti avrebbero libertà di movimento anche al di fuori del proprio Comune: gli allenamenti dovrebbero continuare a essere svolti in modalità individuale, in centri sportivi all’aperto e senza l’utilizzo degli spogliatoi.


Per quanto riguarda il Consiglio federale il presidente Gabriele Gravina ha annunciato che l’assemblea elettiva Figc si svolgerà il 22 febbraio 2021. Per quella data dovranno essere eletti tutti i rappresentanti dei Comitati regionali della Lega Nazionale Dilettanti, compreso quello lombardo. Una nuova assemblea dell’Lnd stabilirà l’intervallo di tempo in cui sarà possibile svolgere le assemblee elettive regionali: si andrà alla seconda metà di gennaio.

A tal proposito non ha ancora sciolto la riserva su una sua possibile candidatura Carlo Tavecchio, che si è preso ancora qualche giorno per decidere su una possibile discesa in campo.

Altro tema caro al mondo dei dilettanti è quello legato all’abolizione del vincolo sportivo, prevista nella nuova Riforma dello Sport. «La Figc si è dichiarata contraria alla misura – ha detto lo stesso Gravina -. La mia posizione è sempre stata chiara, il 5 ottobre scorso avevo supplicato il ministro di spostare da 6 mesi a 2 anni l’entrata in vigore della riforma e lo ringrazio perché ha accolto questa richiesta. Abbiamo ancora 90 giorni – conclude – per dialogare e migliorare una norma che ha un impatto enorme per il mondo del calcio dilettantistico».

Inoltre è stata approvata la rimodulazione del budget annuale 2020: la Federazione ha destinato integralmente le risorse resesi disponibili con l’annullamento delle manifestazioni sportive e delle attività dilettantistiche e giovanili al sostegno del sistema calcio, agli interventi collegati all’emergenza sanitaria, agli impianti sportivi e alla pratica di base. Infine è stata manifestata la volontà di portare sotto l’egida della Figc la Divisione Calcio a 5. —



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