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Una frazione tra le grandi: Il tocco di “Piubinho” nella favola del Sarginesco

SARGINESCO. Sarginesco è piccolo. Maledettamente piccolo. Ma essere piccoli non equivale ad essere insignificanti. Anzi. Lo hanno dimostrato con i fatti i dirigenti della polisportiva fondata nel 1975. Un gruppo di amici, la passione per il pallone e quel campo intitolato a Danilo Martelli da onorare. Missione compiuta nel 2013 con l’approdo nel torneo di Promozione. Un anno magico quello per i rossoblù, autentici dominatori di un campionato complicato, pieno zeppo di “straniere” di buona qualità. Dal Calcinato alla Sported Maris passando per la Leoncelli: tutte messe in riga dalla macchina perfetta messa in piedi dal presidente Tazio Tarchini e diretta in panchina da Francesco Piubeni: «Che ricordi – afferma il tecnico –. Non sono passati poi molti anni, ma il tempo sembra essersi fermato a quelle stagioni meravigliose. Girava tutto a meraviglia: dalla società alla squadra passando per i sostenitori e lo staff tecnico. Mi piace ricordare la figura di Gabriele Araldi che purtroppo ci ha lasciato. Lui, insieme a tutti gli altri dirigenti, ha fatto in modo che quel miracolo sportivo diventasse realtà».

E in campo si vide una qualità tecnica apprezzata raramente in categoria. Dietro un muro vero e proprio con i vari Marcolini, Scandiuzzi, Oleari e Zadra. Le geometrie di Spazzini in mezzo al campo, la puntualità di attaccanti come D’Ambrosio e Benedetti. E poi i vari Viola, l’ungherese Bartiyk, Lorenzi Ruggeri... in due parole uno squadrone: «Ma al di là dei singoli – continua Piubeni – c’era uno spirito di squadra unico. E anche il paese, seppur piccolo, si affezionò alla squadra. Nella partita che ci regalò la matematica promozione c’era un pullman pieno di sportivi al seguito».

Una notte magica quella di Pieve d’Olmi. Contro l’Olmese un recupero per certi versi assurdo: «La partita venne rigiocata – sottolinea l’allenatore – perché nella prima occasione ci fu la sospensione dell’arbitro in seguito ad un’aggressione da parte degli avversari. Ci aspettavamo la vittoria a tavolino, il giudice sportivo invece decise di farci rigiocare il match che venne recuperato in notturna». Vittoria 1-0 e margine di sicurezza ottenuto. Poi, la domenica successiva, la grande festa al Martelli contro il Guidizzolo. E in quella stagione da record ci fu gloria anche per lo stesso Piubeni, ribattezzato dalla Gazzetta con l’appellativo di Piubinho: «Purtroppo con il passare degli anni arrivarono difficoltà di gestione, con il calo degli sponsor diventa complicato per un piccolo paese reggere certe categorie. Ma ancora oggi, quando capita di incontrare Tazio Tarchini, diventa inevitabile ricordare quei successi. Con tanto orgoglio nel cuore, ma anche con un pizzico di sana malinconia».


 

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