La Fir verso il voto: il ritorno in campo di Franco Tonni. «Sono tutti scontenti, serve una vera svolta»

Uno dei grandi protagonisti dell’esplosione della palla ovale a Viadana è al fianco del candidato presidente Poggiali

VIADANA. «Se le cose nel rugby italiano funzionassero al meglio, non ci sarebbe bisogno di cambiare. La realtà, però, è che le società sono scontente in ogni categoria. L'intero sistema va rivisto». Franco Tonni è stato uomo simbolo per decenni del Rugby Viadana. Prima giocatore, poi dirigente. E soprattutto artefice, nell'era Melegari, della consacrazione ad alti livelli della società giallonera.

PRONTI AL CAMBIAMENTO. Dal 2015 fa parte della squadra di Pronti al Cambiamento, realtà che da anni lavora per favorire una svolta profonda nel movimento rugbistico nazionale. Alle prossime elezioni del 13 marzo, Pronti al Cambiamento sfiderà il presidente uscente Gavazzi, e un nutrito plotone di pretendenti, col candidato Giovanni Poggiali, presidente del comitato regionale Emilia Romagna. «Credo che anche i ben 7 contendenti siano il segnale di una volontà di cambiamento - prosegue Tonni -. Non si tratta di antipatia nei confronti di una persona, ma di numeri, statistiche, cronache evidenti. Serve una svolta e una programmazione che guardi al domani, all'immediato futuro e al medio e lungo termine. Il nostro primo impegno sarebbe riavvicinare i giovani e capire come ridisegnare i campionati nell'epoca post Covid».


TOP 10 IN GRIGIO. Altro punto chiave, la ricerca di maggiore visibilità per il Top 10. «Nella prima decade degli anni Duemila il massimo campionato nazionale ebbe grande notorietà grazie all'impegno della Lega Italiana Rugby d'Eccellenza. Il Top 10 deve tornare a essere appetibile per gli sponsor e per questo punteremo con forza su comunicazione e marketing».

LA PECULIARITÀ DELL'ALTO LIVELLO. Tonni è, per Pronti al Cambiamento, lo specialista per l’alto livello. Tra i punti chiave, un unico centro di alto rendimento U19 con all’interno figure di altissima professionalità e competenza, che andrebbe a sostituire gli attuali quattro centri di formazione U18 e l'accademia U20. Inoltre, si punterebbe a dar vita a due squadre U23, dette “Development”, agganciate alle due franchigie per creare quel circolo virtuoso che porti alla formazione di giocatori realmente destinati all’alto livello. Novità che riguarderebbe anche le squadre del Top 10. «I ragazzi di queste squadre U23 lavorerebbero con le franchigie usufruendo dell'organizzazione dell'alto livello. L'idea è che i team "Development" partecipino alla Celtic Cup, torneo che si svolge da agosto e novembre e che al momento vede impegnate solo squadre gallesi e irlandesi. A novembre, grazie all'esperienza internazionale maturata, i giocatori più interessanti potranno sostituire i nazionali delle due franchigie impegnati nei test autunnali. Gli altri, comunque molto preparati, direi al livello degli stranieri che ora giocano nel Top 10, potranno andare a giocare, due per squadra, nel massimo campionato nazionale».

IL NUOVO CORSO CON I GIOVANI. Un flusso inverso, rispetto a quello attuale dei permit player, che andrebbe ad alzare il livello del Top 10. Il nome di Tonni, come detto, è però legato alla storia del Viadana. Buone le sue impressioni sul nuovo corso della società: «Viadana è ripartita scegliendo prima di tutto un ottimo allenatore. Credo che il principio che ispira i dirigenti gialloneri dovrebbe ispirare quelli di tutte le società. Spendere energie, soprattutto finanziarie, per ripartire dai giovani. Credo che chi, come Viadana, si muoverà in questa direzione magari non otterrà risultati subito ma li avrà in pochi anni. In altre società, dove si è optato per percorsi inversi, credo che succederà il contrario. Il Viadana si è messo nelle giuste condizioni per provare a tornare grande».

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