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Protocollo Fip indigesto per le squadre mantovane: «Così è poco applicabile»

Basket C. Sustinente e Asola confermano la richiesta di garanzie, Viadana preme per riprendere almeno con i campionati giovanili 

MANTOVAAll’indomani del nuovo protocollo Fip per la ripartenza dei campionati giovanili e seniores regionali, le mantovane s’interrogano sull’applicabilità e sul senso delle misure. Quello che emerge è tanta perplessità sulle modalità di ripartenza. Così il presidente del Sesa Carlo Ramaschi: «La situazione epidemiologica in Lombardia è pesante – ammette il patron del team di C Gold -. Una ripresa degli allenamenti può essere pericolosa per gli atleti e lo staff, soprattutto per i non professionisti che vivono in contesti diversi da quelli sportivi. Riguardo il protocollo credo sia assolutamente insufficiente.

E’ il protocollo di settembre con un tampone in più, 72 ore prima della ripresa degli allenamenti. Non si dà sicurezza agli atleti e alle persone in contatto con loro, specie perché viene permessa l’attività di contatto. Nulla vieta alle società di darsi protocolli più stringenti, ma con costi e difficoltà di gestione logistica molto elevati. Ci saremmo aspettati un aiuto dalla Fip in termini di costi per le attività di controllo, ma per ora non se ne è parlato. Il protocollo per le partite dovrebbe essere lo stesso delle serie di interesse nazionale con tampone 48 ore prima della partita. Questa è un’ipotesi, finché non si sapranno i protocolli pre-partita, in termini di costi, organizzazione e sicurezza, non è possibile decidere. Come Sustinente abbiamo deciso, per l’attività giovanile, di attendere metà marzo per riprendere l’attività all’aperto in una situazione di ripiego della pandemia».

Sulla stessa lunghezza d’onda Graziano Rubes, presidente di Asola: «Non siamo d’accordo sul ripartire senza la totale sicurezza. Non possiamo pensare di riprendere l’attività per poi richiudere dopo qualche settimana come qualche mese fa. Vedremo se ricominciare gli allenamenti per le giovanili, ma per i campionati e l’attività seniores è dura».


Infine, Massimo Pizzetti presidente di Viadana: «Il mio pensiero è di ripartire il prima possibile, almeno col settore giovanile. Credo però che la decisione della Fip di nominare tutti i campionati come di interesse nazionale sia forzata. Questa situazione ha portato a redigere un protocollo piuttosto severo e poco applicabile per le società e per le famiglie dei ragazzi». Oggi si svolgerà una videoconferenza tra le squadre di C Gold della Lombardia per confrontarsi sul protocollo e sulle modalità di ripartenza del campionato. —


 

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