Staff, Di Paolantonio deluso: «Pagata cara la sbandata subita nel secondo quarto»

Il tecnico: «Serviva maggiore attenzione soprattutto in difesa. Ora dobbiamo pensare a fare bene mercoledì contro l’Urania Milano» 

MANTOVA.  Non è bastato agli Stings il record stagionale di punti segnati sia pur con l’ausilio di 5’ in più (battuti i 92 della vittoria su Biella) perché di fronte c’era l’attacco mitraglia del girone Verde che vanta la coppia Usa migliore e il cecchino principe del torneo (Floyd con 25,5 di media) e che sul suo parquet viaggia a ritmi vertiginosi e in fiducia come dimostrano tutte le gare vinte nei finali punto a punto.

«Sapevamo - spiega scuro in volto coach Emanuele Di Paoloantonio - che Capo d’Orlando è una squadra che va molto a folate ed eravamo pronti a fronteggiarle anche se abbiamo concesso un po' troppo sul finire del secondo quarto, una sorta di sbandata che abbiamo pagato a caro prezzo. Abbiamo vinto tre periodi ma purtroppo non è bastato, serviva un pizzico di attenzione in più, in particolare sul piano difensivo anche se è impensabile tenere il miglior attacco del campionato a 60 punti. Abbiamo tirato 14 liberi in meno e hanno inciso anche quelli».


Parlando dei singoli ci sono le due facce della stessa medaglia, cioè la stella sfuocata e chi l’ha sostituita più che degnamente anche sul piano della personalità, segnando bombe importanti e sfidando a muso duro gli avversari ai limiti del fallo tecnico. «Mi fa piacere la buona partita di Ceron che è entrato in partita col piglio giusto - continua il tecnico - ma anche di altri non posso che parlare bene. Invece James non aveva la faccia giusta e l’ho lasciato in panchina per i 10’ dopo l’intervallo lungo. In quel frangente c’era bisogno d’altro e chi l’ha sostituito non l’ha fatto rimpiangere, anzi, visto che siamo rientrati in partita. In più quando l’ho rimesso aveva una faccia migliore e ci ha dato un apporto diverso contribuendo a farci arrivare a un soffio dalla vittoria. E se avessimo fatto entrambi i liberi l’avremmo vinta al 40° ma sicuramente non è colpa di Riccardo Cortese, sono cose che capitano». Di tempo per riflettere Mantova ne ha davvero poco e il lavoro sarà soprattutto mentale. «Dovremo ripartire dai nostri errori e imparare dagli stessi - chiosa Di Paoloantonio - ma anche da quanto di positivo visto contro l’Orlandina e provare a vincere mercoledi in casa. E’ un campionato strano, è quasi un altro sport senza il pubblico. Il nostro obiettivo stagionale è quello di vincere mercoledì contro l’Urania Milano».

 

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