Mantova, il modulo 4-4-2 è finora il più redditizio

Con l’assetto classico 25 punti in 13 gare, con gli altri 8 punti in 11 partite. Dopo il buon pari con la Samb attese conferme contro Matelica e poi Fano

MANTOVA. Nella sfida interna con la Sambenedettese il Mantova ha ritrovato il sorriso. Anche se la squadra non è riuscita a cancellare con una vittoria le tre pesanti sconfitte consecutive da cui arrivava, il pari conquistato in nove contro i marchigiani ha infatti il sapore di un mezzo successo. Il match con la Samb, che apre un trittico cruciale da completare al meglio giovedì 18 febbraio nello scontro playoff con il Matelica e domenica 21 ospitando il Fano, ha segnato anche il ritorno della squadra al modulo tattico 4-4-2, poi adattatosi a 4-3-2 e a 4-3-1 dopo le espulsioni di Guccione e Silvestro.

E guardando i numeri si scopre che il Mantova - che pure in questa stagione ha cambiato più volte assetto tattico e formazione - ha finora ottenuto i migliori risultati proprio quando è stato schierato col 4-4-2.


Il dato va preso con le molle perché Emanuele Troise chiede ai suoi movimenti particolari a seconda degli interpreti, a volte utilizza moduli diversi nella fase difensiva e in quella offensiva e spesso cambia anche le cose in corsa, ma è comunque molto significativo.

L’Acm ha infatti affrontato 13 delle 24 gare giocate finora con il 4-4-2 (talvolta 4-2-3-1 o 4-2-4) ottenendo la bellezza di 25 punti. Cinque volte ha invece utilizzato il 4-3-1-2, totalizzando 4 punti; tre volte ha puntato sul 4-3-3 con un solo punto all’attivo e altre tre ha optato per il 3-4-3 che ha portato tre punti. Ricapitolando per essere ancora più chiari, col 4-4-2 l’Acm ha fatto in media 1,92 punti a partita, con gli altri moduli 0,73 punti a gara.

Il divario in termini di media punti fra i vari moduli come si vede è notevole. Ciò non significa che un assetto tattico sia di per sé migliore rispetto a un altro, ma è il segno che evidentemente la squadra biancorossa con il 4-4-2 trova equilibri o comunque certezze che in altri casi vengono a mancare.

Sono soltanto due le sconfitte arrivate giocando in questa maniera: quella immeritata di Carpi e quella interna con il Cesena. Per il resto sono arrivati 4 pareggi con Modena, Virtus Verona, Triestina e Samb e ben 7 vittorie su Matelica, Fano, Arezzo, Ravenna, FeralpiSalò, Vis Pesaro e Fermana.

Il 3-4-3 ha fruttato una vittoria soltanto al debutto a Fermo, mentre sono poi arrivati due ko a Bolzano contro il Sudtirol e con il Gubbio in casa. Peggio ancora è andata con il 4-3-3: sconfitte all’andata con il Carpi e a Padova, pareggio a Legnago. Poche gioie ha assicurato anche il 4-3-1-2: goleada al Perugia all’andata, seguita dal ko a San Benedetto, dal pari interno con l’Imolese e dalle recenti sconfitte con Padova e Perugia.

Guardando avanti, dunque, sarebbe auspicabile che il Mantova innanzitutto trovasse un assetto tattico e una formazione base e stando ai numeri sarebbe opportuno che la prima scelta cadesse sul modulo 4-4-2. Questo fatte salve le esigenze particolari che potrebbero sorgere contro determinati avversari o a gara in corso.

Poi va da sè che, al di là delle alchimie tattiche, ciò che conta di più è sempre la qualità dei giocatori. E in tal senso il ritorno al gol di Simone Andrea Ganz, che era a digiuno da fine novembre, potrebbe essere un segnale importante per la volata finale verso i playoff.

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