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Ac Goito, vent’anni dopo quel successo in Terza gronda lacrime e dolore

Il ricordo di mister Pietro Bonetti: «Il presidente Leso, Bertolaso e Cauzzi hanno lasciato un gran vuoto»  

GOITO. Sono passati 20 anni dalla strepitosa rimonta che portò l’Associazione calcio Goito ai playoff e alla promozione in Seconda categoria, eppure sembra sia trascorso un secolo. Il motivo è semplice: molti degli artefici di quell’impresa, purtroppo, oggi non ci sono più. L’allora tecnico dei goitesi Pietro Bonetti, classe 1955 con un passato da centrocampista dai piedi buoni, non ha affatto dimenticato le persone con cui ha condiviso la gioia di quei momenti e le ricorda con immutato cordoiglio e rimpianto, considerandole come parti importanti di uno dei capitoli maggiormente appaganti della sua carriera di allenatore.

«Prima di venire a Goito - ricorda Bonetti - allenavo la Nuova Unione Malavicina con cui eravamo stati promossi in Seconda categoria e fu il compianto direttore sportivo Claudio Bertolaso a contattarmi. L’allenatore di quel periodo Franco Cauzzi, anch’egli scomparso, aveva dato forfait per motivi di salute e avevano pensato a me per la panchina. Con il presidente Loris Leso avevamo anche giocato insieme, era veramente un grande appassionato di sport e stravedeva per i giovani come è apparso chiaro negli anni grazie al lavoro svolto per il grande torneo giovanile realizzato in ricordo del figlio Lorenzo. Cauzzi rimase nei quadri dirigenziali a fare da trait d’union fra la società e i giocatori e ha rappresentato un punto di riferimento per tutti. Come lo stesso Bertolaso, che stava sempre vicino alla squadra e non si perdeva un allenamento. Grazie soprattutto a loro, a Goito ho trovato l’ambiente ideale dove lavorare e ottenere dei risultati e non posso provare un po’ di tristezza per la loro prematura scomparsa».


Tornando alle cose di campo, l’attuale allenatore degli Esordienti della Mantovana sottolinea il grande spirito di gruppo che animava quella formazione: «Ho ereditato una squadra in crisi e che navigava a metà classifica alla fine del girone d’andata ma che poi è riuscita a risalire fino ad agganciare la Pozzolese all’ultimo posto disponibile per i playoff. Allo spareggio disputato a Medole ci siamo imposti nettamente per 3-0 acquisendo il diritto ad affrontare al primo turno il Castel d’Ario. Abbiamo vinto 2-0 e ci siamo qualificati per la finale nella quale abbiamo battuto 2-1 il Soave ed è stata festa grande».

Un trionfo ancora più bello proprio perché inatteso e giunto al termine di una stagione travagliata: «I ragazzi sono stati eccezionali - sorride Bonetti - perché hanno saputo compattarsi nelle difficoltà e sapersi sacrificare l’uno per l’altro. Non mi piace fare dei nomi perché mancherei di rispetto a qualcuno, dico solo che il loro entusiasmo è stata l’arma decisiva per quella cavalcata veramente straordinaria. Quando siamo arrivati ai play-off eravamo davvero consapevoli di potercela fare e così è stato. A vent’anni di distanza ricordo con piacere quell’annata fantastica che è stata una delle migliori della mia carriera d'allenatore, malgrado il dispiacere per la perdita di coloro che me ne hanno dato l'opportunità e hanno sofferto ed esultato insieme a me».




 

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