Guccione: «Il Mantova è unito e a Imola reagirà»

Il capitano esclude problemi interni: «In una stagione può capitare un periodo no. Siamo noi i più arrabbiati, ai tifosi dico stateci vicini e ne usciremo insieme»

MANTOVA. Troppo brutto per essere vero. Questa, in sostanza, è la speranza dei tifosi biancorossi relativamente alla pessima prova contro il Fano ma anche la convinzione di Filippo Guccione. Il capitano analizza il momento negativo del Mantova e giura che il gruppo è solido, compatto e unito. E che il 27 febbraio a Imola scatterà la reazione.

Guccione cosa è successo al Mantova?


«Certamente stiamo attraversando un periodo non facile. Dopo le vittorie di Pesaro e con la Fermana sembrava tutto in discesa, poi a Carpi abbiamo subìto quella incredibile sconfitta dopo aver dominato. Soli tre giorni dopo è arrivata la mazzata casalinga con il Padova che di sicuro qualche certezza ce l’aveva tolta. Eppure, già a Perugia contro una squadra che si giocherà la promozione fino al termine ricordo che stavamo vincendo 2-1, a dimostrazione che ce la stavamo giocando ad armi pari, prima di soccombere contro un avversario più forte».

Tutto vero, tanto che i pareggi con Sambenedettese e Matelica davano fiducia. Ma con il Fano c’è stato un crollo.

«Abbiamo giocato male e abbiamo perso meritatamente. Ci dispiace parecchio perché avremmo voluto tutti quanti tornare alla vittoria. Ci siamo guardati in faccia e non vediamo l’ora di riscattarci a partire da Imola».

Problema tattico, fisico o c’è dell’altro?

«Sappiamo che il calcio è strettamente legato ai risultati e quando non arrivano si va sempre a cercare una motivazione. Dico che in un campionato così lungo e competitivo alcuni periodi storti possono capitare. Quello che mi sento di dire, da capitano, è che la squadra è viva e tutti stiamo remando nella stessa direzione. Faccio un esempio: secondo voi avremmo pagato la multa a Silvestro se non fossimo un gruppo solido e unito?».

Sui social si punta l’indice su Troise e qualcuno avanza l’ipotesi che la squadra non sia più con lui...

«Quando io parlo di gruppo squadra mi riferisco ai giocatori e allo staff tecnico. Ognuno è libero di dire quello che vuole, io vi ribadisco che siamo vivi, compatti e determinati a uscire tutti insieme da questo momento. Siamo i più arrabbiati e non vediamo l’ora di rispondere sul campo con una vittoria. Anzi, ai tifosi, che ci mancano parecchio e che sogno di rivedere allo stadio, chiedo di starci comunque vicini in questo finale di campionato. Sappiamo che indossiamo una maglia importante e carica di storia e alla fine di ogni gara sarà sempre sudata».

A Imola sarà uno scontro salvezza?

«Sapete che nella nostra ottica ogni partita vale tre punti utili per centrare il nostro obiettivo, che è appunto mantenere la categoria. In questo senso sì, è una sfida che mette in palio qualcosa di importante e noi faremo di tutto per farci trovare pronti. Stiamo lavorando tutti dalla stessa parte: consapevoli che il traguardo è alla nostra portata perché in precedenza abbiamo dimostrato di avere potenzialità per giocare alla pari quasi con tutte».

Anche l’ex attacco stellare sta segnando il passo da qualche tempo...

«Era accaduto anche lo scorso anno: dopo una partenza a suon di gol, ci fu un calo. Ripeto, sono cose che nel calcio succedono: l’importante è continuare a lavorare con le gambe e con la testa. Ne usciremo tutti insieme da questa situazione».

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