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Un badge per restare distanziati : così il calcio sogna gli stadi aperti

UDINE. Non solo il vaccino per contrastare il Covid. Ok gli strumenti sanitari, ma pure la tecnologia può aiutare ad arginare la pandemia. E magari può aiutare anche a far rivivere l’emozione del calcio dal vivo ai tifosi. Questo il grande obiettivo del badge proge “intelligente” testato durante la gara tra Udinese e Fiorentina alla Dacia Arena. Un sensore da appendere al collo, consegnato all'ingresso dello stadio a circa 350 addetti ai lavori, per monitorare il rispetto delle distanze e tracciare i contatti garantendo la privacy. Si chiama Re-Start e la prova è andata alla grande.

Dotato di un led luminoso, il dispositivo ideato dal Gruppo Be Shaping The Future entra in funzione con una vibrazione e una luce rossa di avviso in caso di mancato rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro per più di qualche minuto da parte di due persone. Il “contatto” viene contemporaneamente segnalato sullo schermo di un computer affidato a responsabili della sicurezza chiamati a far rispettare le misure del distanziamento e rimane registrato senza impiegare dati sensibili. Qualora dovessero poi emergere casi di positività sarà possibile tracciare tutti i contatti, tramite le interazioni dei badge, attraverso club e azienda sanitaria.

Lo sviluppo di questo strumento è stato accolto favorevolmente dagli organi federali italiani e potrebbe esserci una sperimentazione su larga scala nei prossimi mesi in vista dell’estate. La serie C potrebbe decidere di scegliere questa tecnologia per provare a riaprire gli stadi, magari per la fase playoff in programma a partire dal mese di maggio. Il tutto con la speranza che la pandemia dia una tregua a tutti, mondo del calcio compreso. —



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