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Lazio-Toro, la Lega insiste ma una email la mette in fuorigioco

La Asl: «Granata in isolamento fino a mezzanotte»

Guglielmo Buccheri
1 minuto di lettura

torino

L’ultimo passaggio che, di fatto, spegne le luci dell’Olimpico cade a metà pomeriggio. La email parte dalla Asl di Torino e finisce dentro la Lega di Serie A nella figura del suo presidente Paolo Dal Pino. «...la scadenza del provvedimento è alla mezzanotte del 2 marzo», si legge. E il provvedimento di isolamento domiciliare per il gruppo squadre del Toro ha valore di una settimana a partire dal 23 febbraio e considerando lo stesso 23 febbraio come giorno zero.

Il duello tra la Lazio ed i granata in agenda per questo pomeriggio alle 18 e 30 si ritrova, così, spalle al muro: davanti ad una disposizione della Asl per un caso, il focolaio da variante inglese che ha colpito otto dei ragazzi di Nicola, non codificato da alcun protocollo e per il quale la bolla così come l’abbiamo vissuta fino ad ora non avrebbe avuto alcun senso, la Lega non può che fare un passo indietro.

Lazio-Torino come Torino-Sassuolo, dunque. Con la speranza che dall’esito dell’ennesimo giro di tamponi previsto per questa mattina non emergano nuove positività tali da rimettere in discussione anche il viaggio di domenica a Crotone: questi gli effetti dei contagi tra i granata.

La Lega non ha ancora cancellato dalla sua agenda l’incrocio dell’Olimpico perché è suo interesse difendere, con ogni forza, il cammino del calendario. Ma la Lega non può non tener conto della posizione della Asl, per di più chiarita con la mail di ieri pomeriggio: non può farlo anche alla luce del precedente Juve-Napoli dove, davanti al Collegio di Garanzia presso il Coni, al club di Aurelio De Laurentiis è stata data ragione accogliendo la tesi, nel ricorso, dell’impossibilità del Napoli a viaggiare verso Torino per disposizione della Asl.

La Lazio voleva scendere in campo ed ha trascorso queste ultime ore come da consuetudine: conferenza stampa del tecnico Simone Inzaghi e ritiro a Formello. Difficile immaginare che, prima delle 18 e 30, non arrivi la comunicazione ufficiale sul rinvio della Lega: se così non fosse, si darebbe vita ad un nuovo teatrino poco edificante per il nostro calcio. «Noi vorremmo che la partita si disputasse ma - così Dal Pino durante la trasmissione “La politica nel pallone” - la Asl ha un atteggiamento duro e restrittivo: noi dobbiamo tenerne conto, alla luce anche di quanto è accaduto per il caso Juve-Napoli che ha fatto giurisprudenza...».

Qualcuno aveva ipotizzato uno slittamento della gara di 24 ore, ma entrambe le società non erano d’accordo: più probabile rivederle una di fronte all’altra il 7 aprile. —



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