L'Asola di Tozzo, prima volta nel 2005: «Il campionato di Seconda vinto con il ko a Sarginesco»

La dedica per il traguardo è doverosa: «Angelo Magistrelli era la nostra bandiera, scomparve due anni prima» 

ASOLA. Un trionfo nel ricordo del capitano. Il 24 aprile 2005 l’Asola festeggia la promozione in Prima categoria. E lo fa con una sconfitta, cedendo 1-0 a Sarginesco nel derby. Il primo posto matematico è garantito dal contemporaneo ko della grande rivale di quell’anno, la cremonese Pieve 010.

Per Massimo Tozzo, storico patron biancorosso, un salto di categoria dal sapore dolce. «Fu la mia prima promozione da massimo dirigente – racconta il coordinatore del tavolo provinciale Figc – e arrivò con la sconfitta più bella. Sarginesco si confermò per l’Asola un campo tradizionalmente ostico, ma in quell’occasione non fu un problema. Ricordo la grande festa di quella sera. Spuntò anche una ballerina di lap dance. I giocatori erano contenti, le fidanzate molto meno».


Il campionato si chiuse due settimane dopo, con l’Asola che salutò la categoria con un successo 2-1 a Cremona con la Sported Maris. I biancorossi chiusero con quattro punti di margine sulla Pieve, seguita da Sarginesco e Cannetese. La dedica per quel successo non poteva che avere come destinatario Angelo Magistrelli.

«Era stato nostro capitano e bandiera per anni. Scomparve due anni prima di quella promozione in un incidente stradale. Una perdita enorme. Nell’anno della promozione era in squadra con noi, e giocò titolare, il fratello Bruno».

Tanti i ricordi legati a quel gruppo. «Parmeggiani, Margonari e Bassi, che era quota, fecero caterve di gol. In panchina c’era Fabio Bianchera, coadiuvato da Giuseppe Morbio. Ricordo le cene a casa loro, che aiutarono a cementare il gruppo. Qualcuno potrebbe pensare che vincere un campionato di Seconda non sia poi una cosa così complicata. Falso. Primeggiare in qualsiasi torneo, in particolare in quegli anni, era impresa non facile. Da alcuni anni eravamo a caccia della promozione, sfiorandola più volte. Per me fu anche una grande soddisfazione personale. Ricordo un torneo a lungo combattuto, prima del nostro allungo nel finale».

Fondamentali nello staff anche patron Guglielmo Piazza, scomparso, e il direttore sportivo Torreggiani. Tra le anime di quell’Asola c’era il vice allenatore Giuseppe Morbio. «Come partita della svolta ricordo la trasferta a Sospiro – racconta Morbio – Andammo sotto nel primo tempo. Nell’intervallo ci pungolammo a vicenda negli spogliatoi. I giocatori tornarono in campo con un altro spirito. Arrivò il pareggio e, senza qualche decisione arbitrale discutibile, avremmo anche potuto vincere. Fu il via di una striscia di risultati utili, condita da undici vittorie, che ci permise di compiere lo scatto decisivo. Di Sarginesco ricordo l’attesa per il risultato della Pieve e quel grido, “promossi!”, di Tozzo».

Ottimo il rapporto con Bianchera. «Siamo rimasti sempre amici - dice Morbio - e lo siamo tutt’ora. Io sono asolano e ho sempre collaborato con la società. Da qui sono passati ottimi tecnici. Sarò sempre legato all’Asola, società che mi è stata vicina in ogni momento della mia vita. Anche quelli più difficili a livello personale. Sarò loro sempre grato».

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