Pretto: «Domenica gara vitale, Mantova resta nel mio cuore»

Il dg del Legnago, ex biancorosso: «Speriamo di evitare i playout staccando di 9 punti l’Arezzo. L’Acm poteva fare di più, spero vada ai playoff. Il furto di Torino fa ancora male»

MANTOVA. «Tornare al Martelli per me è sempre un’emozione particolare, anche se domenica sarò più che mai concentrato sul mio Legnago, perché i punti in palio per noi sono vitali». Mario Pretto, ex dg del Mantova e da ben 13 anni dirigente dei veneti, spiega lo spirito che animerà la sua squadra nel prossimo match: «Per noi è dura immaginare di raggiungere Vis Pesaro o Carpi, ma speriamo di evitare i playout finendo quintultimi e accumulando più di 8 punti di vantaggio sulla penultima. In quel caso infatti lo spareggio non si giocherebbe. Per ora abbiamo 7 lunghezze sull’Arezzo, possiamo farcela. Ma dobbiamo cercare di fare più punti possibile, a partire dalla sfida con il Mantova pur sapendo che sarà difficilissima».

Il Legnago, che a inizio stagione si stava imponendo come rivelazione del torneo, è poi crollato: «Abbiamo pagato a caro prezzo il Covid - spiega Pretto -. com’è successo a Cesena, Arezzo e Triestina. Abbiamo avuto 18 contagiati e ci sono voluti due mesi per ritrovare la condizione. Dal quinto posto in classifica siamo piombati giù a picco. Ora ci siamo ripresi, stiamo bene (c’è stato anche il cambio di allenatore, ndr) e daremo tutto per restare in C».


Il Mantova Pretto lo segue sempre con un occhio di riguardo: «Lì ho vissuto sette anni della mia vita, provando gioie pazzesche, non potrebbe essere altrimenti. Osservandolo da fuori l’impressione è che il Mantova avrebbe potuto fare qualcosa in più in questo campionato. Ha potenzialità importanti, soprattutto in attacco, ma gli è mancata continuità e ha buttato via parecchi punti: all’andata contro di noi, tanto per fare un esempio, sbagliò due rigori e la gara finì pari. Nel complesso, comunque, se arriverà ai playoff l’Acm taglierà un bel traguardo da matricola del campionato. La rivelazione dell’anno per me resta il Matelica, ma al Mantova auguro di approdare agli spareggi e di farsi valere. E in prospettiva spero che lì si tornino a vivere anni belli come quelli che ho vissuto io».

Una pausa, poi Pretto apre il libro dei ricordi: «A tutt’oggi sono orgoglioso di ricordare che battemmo la Juventus, non sono tanti ai nostri livelli a poter vantare imprese del genere. Quelle stagioni furono meravigliose e meritavano un epilogo diverso, ma purtroppo il Mantova fu vittima sacrificale del sistema, che voleva il Torino in A. Sono passati 15 anni dalla prima stagione di serie B ma ricordo tutto di quei giorni. Rammento ancora, dopo la vittoria nella semifinale playoff sul Modena, la strana squalifica di Grauso su segnalazione di un addetto dell’ufficio indagini. E poi una telefonata di Gennaro Borriello che mi diceva “avete fatto il massimo, siate già felici così, non fatevi il sangue amaro”. Io risposi “Gennaro, ma se mi dici così vuol dire che siamo già morti...” Lui disse “Ma no che c’entra, lo dicevo per voi”. Insomma, era nell’aria: quella finale non potevamo vincerla. E non ce la fecero vincere, con decisioni scandalose. Fu una grossa ingiustizia - conclude - e chi l’ha vissuta non la scorderà mai». 

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