«Tante intenzioni ma nessuna proposta reale»

Prosegue il botta e risposta: i 38 club ribattono alla lettera della consigliera del Crl Rasori e del delegato della Figc Sarzi

MANTOVA

Prosegue il botta e risposta che vede protagonisti Comitato regionale della Lombardia e Figc da una parte, 38 società mantovane dall’altra.


I club hanno deciso di ribattere punto su punto alla missiva di risposta redatta dalla consigliera del Crl Paola Rasori e dal delegato provinciale della Figc Nicola Sarzi. «La modalità che abbiamo utilizzato per portare avanti le nostre istanze - si legge, in risposta ai punti della lettera - viene utilizzata da sempre, dalla Federazione stessa, per comunicare intenzioni e provvedimenti. Prima ai quotidiani e poi alle società. La nostra intenzione era quella di far presente problematiche da troppo tempo inascoltate». Sulle rassicurazioni date da Figc e Crl sul loro operato, con l’azione del presidente Carlo Tavecchio nelle sedi federali, si legge: «Siamo felici che si sia attivato per quanto riguarda le questioni economiche di questa sciagurata annata sportiva, ma nessuna delle società lombarde ha ancora notizie in merito: ci piacerebbe sapere le vostre proposte reali e non sempre le intenzioni». Nella risposta di Sarzi e Rasori si nega poi alcun rimpallo di responsabilità tra enti ma il fatto che certe decisioni si prendano ad altri livelli. «A quanto ci risulta - è la risposta - ogni sede regionale ha la possibilità di gestire in proprio i fondi economici. O ci chiediamo che senso abbia mantenere una struttura regionale e provinciale che non hanno poteri».

Infine la costituzione del tavolo dei presidenti a livello provinciale. «Per noi la soluzione corretta resta una riunione mensile tramite conference call - si ribadisce -. Dite che possono essere dispersive perché mischiano troppi argomenti e si risolvono solo in parole (precisiamo che sono anni che ascoltiamo solo parole) ma se le riunioni avessero davvero cadenza mensile gli argomenti all’ordine del giorno non sarebbero numerosi».

Infine le conclusioni. «Spiace leggere tra le righe della vostra lettera una sorta di contrapposizione tra Federazione e società. Noi siamo un gruppo costituitosi spontaneamente, senza alcuna regia occulta, che resta sempre aperto a nuove adesioni e a chi come noi ha lo scopo di fare il bene del movimento senza nessun altro fine. Facciamo presente inoltre che non è più il tempo delle deleghe a occhi chiusi. Questa pandemia ha fatto comprendere alle società - si legge - che per troppi anni abbiamo accettato passivamente norme, costi e burocrazia da parte di una Lega distante anni luce dalla realtà che quotidianamente noi viviamo». —



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