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 Il conto dei protocolli: ai club 2mila euro ma il costo è di 10mila 

Nota del Crl: «Contributo cospicuo ottenuto dalla Regione». Castiglione e Ciliverghe spenderanno più del triplo

MANTOVA. Partecipare ad un campionato di calcio di questi tempi è complicato, si sa. I protocolli sanitari imposti dalla Figc richiedono sforzi logistici ed economici che, per le casse di una società di Eccellenza, non sono risibili. Soprattutto considerando che, almeno per ora, mancano le entrate relative agli ingressi allo stadio e all’utilizzo dei servizi accessori di bar e ristorazione. Il Comitato Regionale della Lombardia, che è stato tra i promotori più strenui a livello nazionale della ripartenza della massima serie regionale, ha sempre promesso sostegno ai club aderenti. Una promessa che si è concretizzata, come ben rimarcato nel comunicato del Crl che ha (auto) celebrato i primi 100 giorni di governo da parte del direttivo guidato dal presidente Carlo Tavecchio, in un contributo di 2mila euro proveniente da Regione Lombardia, proprio per coprire le spese sanitarie. Meglio di niente sia chiaro, ma definirlo come contributo “cospicuo” forse è un eccesso di ottimismo. Interpellando due società che partecipano al girone C, Castiglione e Ciliverghe, e facendo due conti si capisce infatti che la somma che riceverà ogni singolo club andrà a coprire sì e no un terzo delle spese sanitarie sostenute in questa anomala stagione.

Non bisogna considerare solo i tamponi settimanali a tutto il gruppo squadra, che rappresentano certamente la voce più onerosa, stimata tra i quattro e i 5mila euro (può variare a seconda che la società abbia aderito all’associazione convenzionata Federlab o ad altro soggetto abilitato). Ma bisogna tener presente anche le spesa relative a tutti gli altri accorgimenti necessari a prevenire le possibilità di contagio, in primis le sanificazioni regolari di tutti gli ambienti. Si parla di un costo totale tra gli 8 e i 10mila euro, per una stagione ristretta che dura solo due mesi. L’entusiasmo per questa prima ripartenza c’è stata, è indubbio. Ma non si vive di solo entusiasmo: la speranza, anche e soprattutto per un futuro prossimo in cui si spera riprenderanno tutte le categorie, è che le misure adottate siano sempre rapportate ai reali sforzi che i club dovranno mettere in campo per la completa ripartenza del movimento. —




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