Dall’Acqua e il San Martino: «Il 1991-92 in Seconda fu il nostro canto del cigno»

Le squadre della leggenda/115. Dopo la conclusione della stagione giunse la fusione con il Bozzolo, pochi anni dopo una nuova rinascita 

MANTOVA. «In quel San Martino ho lasciato un pezzo di cuore. Sarei rimasto lì per sempre». Per Cristiano Dall'Acqua, giovanissimo terzino sinistro di spinta, il campionato di Seconda 1991-92 è il debutto nel calcio dei grandi. Una stagione che vive con la maglia gialloverde dell'Essedi San Martino. Una prima parte di torneo a mille, seguita da un epilogo meno scintillante.

«Al termine dell'andata eravamo secondi ad un punto dal Monzambano. Poi ci fu un calo fisico, la rosa era abbastanza ristretta. Alla fine chiudemmo a metà classifica». Restano i legami costruiti in quei mesi. A partire da quello con mister Riccardo Azzi. «Era giocatore-allenatore. Di Rivalta, un tecnico preparato. Con lui costruì un feeling speciale, nel 1996 lo raggiunsi alla Rivaltese. Un'ottima persona e un mister attento ad ogni aspetto. Mi aiutava tantissimo in campo. Negli anni precedenti io avevo fatto tutta la trafila delle giovanili. L'anno precedente avevo fatto il militare. Io ero terzino sinistro, ma avevo poca attitudine alla fase difensiva. Mi spingevo in avanti e talvolta mettevo in difficoltà la difesa. Ma Azzi, da libero, con il suo occhio e l'esperienza, metteva le cose a posto».

Tanti i protagonisti da ricordare, a partire da patron Emilio Poltronieri. E poi i compagni. «Una menzione speciale va a Luca Guizzardi, che di Gazzuolo come me. Era il portiere di quella squadra ed è scomparso lo scorso novembre a soli 53 anni. In rosa c'erano giovani alle prime esperienze in categoria come il sottoscritto, Paroli, Malinverno. Ed altri più esperti, come bomber Gandolfi. Il classico centravanti di una volta: pochi metri, tanti gol. Altra cosa che mi ha sempre colpito di San Martino è la "cultura del massaggio". C'erano ben due massaggiatori, Danilo Zardi e Remo Renoldi. Non mancavano mai negli spogliatoi, anche al termine degli allenamenti. E pensare che in altre squadre ci massaggiavamo tra di noi».

L'avventura di quel San Martino terminò di lì a poco con la cessione del diritto al Bozzolo. Il calcio rinascerà in paese pochi anni dopo con il San Martino 1996. «Squadra nella quale giocai anche io - sottolinea Dall'Acqua - Quando terminò la prima esperienza a San Martino ci rimasi male, fu una pugnalata al cuore quando mi dissero che si chiudeva. L'Essedi fu una palestra importante per la mia carriera, che poi proseguì bene in altre piazze. Iniziai da terzino sinistro in quanto mancino, ma ero giovane e avrei giocato ovunque. Grazie ad Azzi imparai diversi ruoli, tanto che divenni mezzala. Resta il ricordo di una anno speciale, nel quale giocai con continuità grazie alla fiducia di un mister che credette in me».
 

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