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Garzon “patentato”: «Annata difficile, sogno il ritorno dei tifosi allo stadio»

©Stefano Saccani, 2020

Il viceallenatore ha superato il corso Uefa A: «La mia tesi sulla settimana tipo Acm. Il girone? Io lo vorrei con i derby»

MANTOVA. L’ultima stagione Gianluca Garzon l’ha vissuta sia sul campo e sia sui “banchi di scuola”, visto che ha frequentato il corso per allenatore Uefa A e ha superato l’esame pochi giorni fa al Centro Tecnico Federale di Coverciano. «Per rimanere in tema ho presentato una tesi sulla settimana tipo del Mantova Calcio - sorride il viceallenatore biancorosso -, è andato tutto bene ed è stata una bella esperienza».

Con questa abilitazione Garzon (corsista insieme a Di Natale, Barzagli, Domizzi, Nocerino, Aquilani e tanti altri) può allenare fino alla serie C e fare il viceallenatore anche in A e in B. «Per le mie esigenze professionali sono a posto, un domani vedremo se sarà il caso di tentare l’accesso al Master, che non è affatto semplice».

Chiusi i libri di scuola, a Garzon chiediamo di aprire il diario della stagione vissuta in biancorosso. «Per chi fa il nostro lavoro è stata un’annata a dir poco particolare: giocare in stadi vuoti, senza il pubblico, in un clima surreale... E poi tamponi a ripetizione, mille cautele negli spogliatoi, andare in panchina con la mascherina... È stato tutto davvero difficile. E soprattutto l’assenza dei tifosi ha di certo penalizzato il Mantova, perché il nostro pubblico - per come l’ho conosciuto io - è in grado di trascinare la squadra come pochi altri. Per non parlare dei mancati incassi... Al riguardo devo davvero fare i complimenti a Setti e a Masiello e Pecchini, perché portare in porto un’annata così non era affatto semplice. Spero davvero che il prossimo campionato sia a porte aperte: a settembre saremo quasi tutti vaccinati e ritengo si dovrà ripartire con i tifosi sulle tribune tornando a un minimo di normalità».

Quando parla del Martelli a Garzon si illuminano gli occhi e non nasconde che negli anni si è legato particolarmente alla piazza: «Mantova la sento mia, mi sono sempre trovato bene con tutti e davvero è qualcosa che va al di là del lavoro. Sapeste durante l’anno quante litigate ho fatto con gli amici quando tornavo a Carpi e provavano a sfottermi...».

Alla fine comunque il Mantova è arrivato davanti ai cugini e ora è già tempo di guardare al futuro: «Per quanto mi riguarda ho un contratto anche per la prossima stagione, attendo di parlare con la società ma non dovrebbero esserci problemi. Credo che la continuità, intesa come mister Troise e il ds Battisti che già conoscono l’ambiente e uno zoccolo duro di calciatori, possa essere un vantaggio. La società ha detto di voler costruire a piccoli passi e io ho grande fiducia nelle persone che la compongono».

La novità dell’anno sarà la composizione dei gironi... «Ho letto e non entro nel merito di costi o scelte societarie. Da sportivo dico soltanto che mi piacerebbe giocare con lo stadio pieno i derby contro Modena, Reggiana e Carpi o una sfida sentita come quella col Cesena».

Forse il destino dell’Acm, che sulla carta balla ancora fra girone A e girone B, dipenderà dall’esito dei playoff: Garzon che pronostico fa? «Il Padova ha l’organico più forte ma l’Avellino è tosto: direi che quella mi sembra una finale anticipata».

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