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Battisti: «Sarà un Mantova più giovane e con tanta fame»

Il direttore sportivo: «Bisogna lavorare anche in prospettiva, lanciando talenti per il futuro. È molto più difficile confermarsi che stupire il primo anno da matricola»

MANTOVA. «Sarà un Mantova più giovane e con tanta fame». È questo l’identikit della squadra 2021-2022 tratteggiato dal direttore sportivo Alessandro Battisti, fresco di rinnovo contrattuale e attualmente impegnato a scandagliare il mercato e a trovare gli elementi giusti per completare la rosa biancorossa.

Direttore, la nuova campagna di mercato non è ancora partita: che periodo è questo per lei?

«Un periodo in cui, a bocce ferme, è possibile visionare tanti calciatori, attraverso i video e per fortuna anche dal vivo, visto che siamo tornati a circolare con maggiore facilità. Sto dunque seguendo gare di playoff, di serie D e di Primavera e vagliando diversi profili che possono fare al caso nostro».

Visto che di nomi non ne fa, che tipo di Mantova c’è da aspettarsi per il prossimo campionato?

«Ciò che posso dirvi è che la squadra sarà ringiovanita e questo a prescindere dai programmi e dagli obiettivi che fisserà la società. Dobbiamo cercare di lavorare anche in prospettiva e la serie C, al di là della necessità dei club di ottenere i fondi del minutaggio, è il campionato giusto per lanciare giovani che possano provare a fare qualcosa nel calcio ai massimi livelli. Che poi giovani...».

Cosa intende dire?

«Che a me vien da ridere quando ragazzi del 2001 o del 2002, che hanno quindi 19-20 anni, vengono definiti giovani. Io credo che a quell’età devi già essere in grado di capire cosa fare nella vita. Se puoi puntare sul calcio o conviene studiare e pensare ad altro».

Torniamo al Mantova: sotto contratto ci sono già 13-14 calciatori. Una buona base da cui ripartire?

«Senz’altro abbiamo una buona base, ma diciamo che siamo a metà dell’opera. C’è quindi tanto da fare. E una cosa dev’essere chiara: confermarsi è molto più difficile che sorprendere il primo anno da matricola. Dunque, per chiunque resterà o arriverà la prima caratteristica dovrà essere la fame, la voglia di arrivare. Il Mantova dovrà essere la prima scelta, totale e assoluta».

Fra i calciatori senza contratto c’è ancora Di Molfetta, di cui da tempo si discute il rinnovo: ci sono novità al riguardo?

«Con Di Molfetta parliamo da febbraio-marzo, è un giocatore importante in scadenza e dunque di certo ha tanto mercato. Ma il fatto che non abbia già firmato per altri club, cosa che avrebbe potuto fare fin da gennaio, fa capire che il ragazzo vorrebbe restare a Mantova. Che la trattativa sia un po’ complicata ci può stare, la speranza è che abbia un buon esito. Io me lo auguro».

Spostiamo il discorso su playoff e gironi: che ne pensa?

«Che Padova e Alessandria sulla carta sembrano favorite, ma quando c’è di mezzo il mio ex allenatore Braglia (dell’Avellino, ndr) è meglio non sbilanciarsi. Anche perché in queste gare la tensione emotiva riduce il gap tecnico fra le contendenti. Sui gironi invece sono fatalista: prendiamo ciò che viene senza problemi. Le difficoltà più o meno credo saranno le stesse, anche se capisco che per i tifosi gare come quelle con Modena, Reggiana e Cesena sarebbero belle. Noi speriamo soprattutto di riavere il nostro pubblico, per il resto ci adegueremo».

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