Il Mantova toglie i veli sul 2021-22: stagione ancora con tante incognite

Da stabilire il girone e anche l’accesso del pubblico, sugli obiettivi c’è la spada di Damocle riforme

MANTOVA. Con la conferenza stampa del presidente Masiello, del vice Pecchini e del ds Battisti in programma stamani 14 giugno il Mantova darà il via in pratica alla sua stagione 2021-2022, sulla quale in realtà permangono diverse incognite. Non è ancora certo, infatti, in che girone di serie C i biancorossi saranno chiamati a giocare, anche se appare molto probabile che verranno inseriti nel gruppo A, quello del Nord che andrà dal Friuli Venezia Giulia al Piemonte.

Da capire è anche in che misura si potrà tornare a contare sull’apporto del pubblico: al momento la riapertura degli impianti è al 25% della capienza ma la speranza è di arrivare al 40-50% per l’inizio del prossimo campionato. Il che, per l’Acm che al momento al Martelli ha una capienza autorizzata di circa 7.500 posti, significherebbe poter avere sugli spalti dai 3.000 ai 3.750 tifosi.

Sulla prossima stagione, inoltre, c’è ancora l’incognita della riforma dei campionati. Il presidente della Figc Gabriele Gravina, infatti, nell’ultimo Consiglio federale ha deciso di spostare dal 30 giugno al 31 luglio la data per varare la riforma, affermando che vorrebbe entrasse a regime dal torneo 2022-2023. Se questo proposito si realizzasse, il prossimo campionato sarebbe quello in cui si deciderebbe quali squadre potrebbero accedere alla nuova C d’elite o B2 a girone unico di cui si parla tanto ormai da mesi. Ed è chiaro che in tal caso l’obiettivo del Mantova non potrebbe che essere quello di arrivare nei primi posti della graduatoria per non lasciarsi scappare l’occasione di entrare nella nuova terza serie.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è ancora tanta ma in giornata si dovrebbero comunque avere le linee guida che la società di Viale Te intende seguire in questa stagione.

Alla fine dello scorso campionato patron Maurizio Setti aveva dichiarato che l’obiettivo per il futuro sarebbe stato quello di «fare meglio, costruendo un passo alla volta senza fare follie». Poi sul maggior azionista è arrivata la bufera dell’inchiesta giudiziaria (è indagato a Bologna per appropriazione indebita e autoriciclaggio), con conseguente sequestro di 6,5 milioni di euro. C’è da capire se e quanto questa vicenda potrà pesare sul futuro immediato del Mantova.

Al momento, le prime indicazioni uscite da Viale Te parlano di una squadra più giovane, con il duplice obiettivo di sfruttare i fondi della Lega per il minutaggio degli under e quello di lanciare baby di prospettiva.

L’altra indicazione è l’apertura a eventuali nuovi soci, ai quali potrebbero essere cedute le quote dello scomparso Marco Bogarelli, circa il 18% della società. Oggi magari anche su questo se ne saprà di più.

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