Castellucchio, il ripescaggio come premio ad un anno fatto di sudore e bel calcio

Le squadre della leggenda/136. Bianconeri in Prima nel 2002 I fratelli Nasi dominatori della fascia sinistra: «C’era un gruppo d’oro» 

amarcord

«Se il pallone finiva sulla fascia, probabilmente era preda della famiglia Nasi». Due fratelli percorrono in lungo e in largo la corsia sinistra del Castellucchio 2001-02. I bianconeri sono in quell’anno tra le protagoniste del torneo di Seconda categoria. La lotta al vertice è serrata, ma la qualificazione ai playoff arriva. L'epilogo è amaro, con il ko nella sfida finale con il Paina, ma l'estate sarà dolce, con la comunicazione del ripescaggio in Prima. Esterno sinistro, oltre che vice allenatore, di quel Castellucchio è Mauro Nasi. Destino vuole che, qualche metro alle sue spalle, giochi spesso il fratello Marco. «Siamo entrambi mancini è dunque fu abbastanza naturale ritrovarci in quella zona del campo - spiega Mauro Nasi -. Io sono il maggiore, di otto anni più grande, e di conseguenza mi capitava di riprenderlo e di incitarlo. Anche perché il mio carattere mi spingeva a farlo, visto che sul rettangolo verde sono sempre stato grintoso e non mollavo mai».


Mister di quella squadra è Marco Gialdi, tra gli artefici principali di quel torneo di alto livello. «Un amico prima ancora che allenatore - prosegue Nasi - un tecnico davvero preparato, formatosi nel settore giovanile del Mantova. Ricordo che praticavamo una zona piacevole, mettendo in mostra un bel gioco. Ricordo un gruppo affiatato, con tanti ragazzi del paese o dei territori vicini. Penso ad elementi come Bevilacqua, Castellani, Bottazzi. La rosa fu rinforzata anche da giovani provenienti dal vivaio del Mantova». L’atmosfera era serena, il gruppo compatto. «Furono anni divertenti. Lottammo a lungo per il vertice in quella stagione, poi dovemmo accontentarci dei playoff. Il ripescaggio fu il giusto premio per la nostra stagione. Anche il pubblico ci sosteneva, dal paese arrivò grande sostegno e ottima partecipazione dalle tribune».

L'amore per il calcio di Mauro Nasi non può essere messo in discussione. Basta dare un’occhiata al suo lungo curriculum calcistico. Tantissime le piazza toccate in decenni di carriera. «Ho giocato in squadre di categoria fino a 44 anni. Rimasi diverso tempo a Castellucchio, ma l'ultima pizza nella quale ho giocato è stata Rodigo, dove ho chiuso la carriera in Seconda nel 2005. Mi sono trovato bene in tante squadre: penso a Moglia, Governolo, San Martino, Campitello, Sarginesco. Altro splendido ricordo è il campionato di Seconda vinto con mister Bertazzoni a Suzzara. Erano gli anni della ripartenza dei bianconeri dopo il fallimento». Tanti anni nei campionati dilettanti, con vittorie e promozioni in serie, ma il richiamo del campo è troppo forte. Dunque, nemmeno 44 anni può essere l'età giusta per appendere le scarpette al chiodo. «Iniziai a giocare negli over 35 e l'ho fatto fino a 56 anni. A quel punto era arrivata l'ora di smettere. Il lavoro mi impegnava troppo e il ginocchio faceva le bizze. Allenare, invece, non è mai stata una strada che ho percorso. Direi, però, che di partite ne avevo già vissute abbastanza». —



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