Suzzara, post fata resurgo: il motto scolpito nel cuore del gruppo d’oro del 1995

Dopo il fallimento, la rinascita Mister Bertazzoni ricorda il trionfo dopo i fasti della C2: «Un sogno» 

SUZZARA. Nuove forze per riuscire a ripartire, ritornare a sognare, a spingere i propri beniamini ad inseguire un pallone per arricchire quella storia tranciata di netto nella primavera del 1994 ma prontamente aggiornata. Luogo della rinascita sportiva è la città del Premio, quella Suzzara che nella prima fase degli anni 90 gustava il palcoscenico del calcio professionistico. Protagonista a pieno titolo di quella cavalcata che rappresenta la ripartenza sportiva della realtà bianconera è un uomo, collezionista di trofei e riconoscimenti, quel Maurizio Bertazzoni che ricevette l’onore e l’onere di cercare il rilancio sportivo della Suzzara del calcio: «La stagione 1994-95 ha rappresentato il punto di ripartenza sportiva di Suzzara. Dopo i fasti della Serie C2, del professionismo, non era facile ritrovarsi con il dovere di essere protagonisti». Quella squadra non tradì le aspettative, superò agilmente la concorrenza e diede nuovo lustro ai tanti appassionati seguaci della formazione bianconera, come ricorda oggi Bertazzoni: «È un vero onore fare parte delle pagine di storia della piazza di Suzzara. Conquistare quel campionato di Seconda fu più difficile di quante siano le credenze popolari. Ricordo la pressione esigente della gente comune, della tifoseria. Suzzara sa essere esigente e passionale allo stesso tempo. L’unico modo per ripagare quella esigenza era vincere al primo tentativo».

Vittoria che quel Suzzara ottenne di slancio, con Bertazzoni che regala aggiuntivi dettagli identificando l’uomo cardine di quel percorso di rilancio: «Mi piace ricordare la denominazione precisa, A.S. Farmer Suzzara, era e rimane testimonianza storica del valore della passione popolare. Il grande impegno profuso dalla dirigenza è l’altro fondamentale campo base da cui si era ripartiti, con la serietà e l’impegno messi sul campo per la piazza da un presidente come Attilio Pagliari che con quella vittoria del 1995 ha ridato slancio alle ambizioni di una piazza che merita palcoscenici diversi dalla Seconda».


Il peso di un successo da conquistare per riannodare i fili della storia non ha distratto minimamente quel gruppo che, come ricorda Maurizio Bertazzoni, vantava elementi di qualità assolutamente indiscutibile: «Trascinatori veri, come capitan Siliprandi, la tecnica ed il sinistro magico di Pasolini, uniti alla fantasia del folletto Secchiatti, sono esempi che identificano quella squadra, capace di vincere quel campionato senza mai conoscere una sconfitta. Una rarità difficile da ripetere in un panorama vasto come quello dilettantistico». Quando i riflettori del calcio professionistico si spensero sull’Italo Allodi, la passione popolare prese il sopravvento e migliore biglietto di rinascita non poteva che essere un torneo dominato, con 7 lunghezze di margine sulla più vicina inseguitrice. Post fata, resurgo. 

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