Facchini celebra il Formigosa «Conquistammo la Prima allenandoci sul cemento»

In panchina mister Paride Siliprandi Fra gli artefici l’ex presidente ricorda i tecnici Sabattini e Riccardo Azzi

MANTOVA. Quei meravigliosi anni Ottanta, momento perfetto per l’epopea del Formigosa che va a inserirsi a pieno titolo nella storia del pallone virgiliano, guidato dalla passionale e temeraria presidenza di Alfredo Facchini: «Per forza economica non avremmo mai potuto sognare quei traguardi che ci siamo permessi di vivere, semplicemente grazie a valori differenti quali passione, amicizia, volontà e caparbietà». Una piccola realtà a due passi dal capoluogo, dove un pallone da fare rotolare, era più che sufficiente per sognare. Ripercorrendo il nastro Facchini ritrova il nodo da sciogliere per liberare la narrazione: «Fu una scalata progressiva, dettata dalla passione e non dalle possibilità economiche. Raggiungere la Prima fu il punto più alto della progressione vissuta in una realtà di 700 abitanti». Inquadrare l’esatto epicentro di quell’evento diviene esercizio di memoria complesso anche per chi ha vissuto da timoniere assoluto quella cavalcata: «Non riesco ad identificare con precisione l’approdo in Prima, la memoria personale ha collezionato una grande epopea sportiva vissuta nella piccola Formigosa nella seconda metà degli anni ’80, sino agli albori degli anni ’90. Partimmo da un gruppo di ragazzi locali cui riuscimmo ad unire altri appassionati provenienti dalla vicina Barbasso. Una base di cemento armato che conquistò la vittoria del campionato di Terza, poi il punto altissimo della Prima».

Ricordi nitidi, riservati soltanto ai dettagli, da parte dell’ex presidente del Formigosa che annoda i fili della storia e rilancia: «Memorabile la prima vittoria conseguita in Terza, svolgendo gli allenamenti su di un piazzale di cemento, non potendo vantare una struttura adeguata». Sistema di crescita aggiornato a breve raggio, con il trionfo in Seconda, al termine degli anni 80, che accende nuovamente la memoria di Alfredo Facchini: «Un duello memorabile con la Poggese, risolto a 180’ dal termine della stagione, risolto con vittoria in rimonta nel confronto diretto della penultima giornata. Simbolo del punto più alto vissuto dalla Formigosa sportiva, non può che essere l’allenatore di quel gruppo, Paride Siliprandi che portò in Prima una piccola realtà, guidata dalla passione. Fare nomi relativi ai protagonisti sul campo sarebbe ingiusto, preferisco conservare il ricordo di un gruppo di cemento armato capace di crescere attraverso le indicazioni di chi ha ricoperto il ruolo di allenatore di quel periodo storico, come Aldo Sabatini e Riccardo Azzi. La nostra forza era la passione». Progetto difficile da replicare ai tempi odierni. Proprio per questo, Formigosa entra di diritto nei libri di storia sportiva virgiliana.

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