Il Moglia 2010-11 re di Terza Faroni: «Grazie a Boanini il Suzzara perse lo spareggio»

Il patron sottolinea: «Dalla rivalità quel giorno nacquero un’amicizia e una collaborazione ancora valide»

MOGLIA. Desideri, muscoli, tecnica e storia fusi in una calda domenica di maggio 2011. La Terza esigeva di eleggere la neopromossa del girone B e Gonzaga fu teatro del match fra Moglia e Suzzara. La soluzione? Uno spareggio appassionante, ricordato dalla memoria storica del Moglia, quel galantuomo che risponde al nome di Rino Faroni: «Un vero braccio di ferro fra due corazzate che non meritavano la Terza», il perentorio incipit. Panorama privo di contrasto cromatico, visti i colori sociali identici; Faroni riassume l’annata con semplicità perfetta: «Non era bastata una stagione densa di gare a sciogliere il confronto a distanza. La soluzione del duello poteva arrivare solo dalla giocata di un singolo». Tecnica a bizzeffe fra le due squadre, con Faroni che, a distanza di quasi due lustri, conserva un ricordo popolare e passionale di quello spareggio determinante per il balzo in Seconda: «Rimane nitida l’immagine della enorme partecipazione popolare. Si affrontavano due squadre come Moglia e Suzzara ma si respirava nettamente la storia delle due realtà sportive». Il confronto sul prato di Gonzaga premiò la formazione di mister Giacomelli, quel Moglia costruito su basi popolari er contenute nei mezzi, con Faroni che riconosce: «Il risultato premiò il Moglia con rete decisiva di Boanini all’8’ del primo tempo supplementare; si respirava l’aria del confronto vero fra due realtà che volevano fare valere la loro storia, sul campo ed anche all’esterno. Contesto che non può trovare paragoni, se non molto limitati, rapportati all’attualità». Braccio di ferro tanto concreto, quello vissuto e vinto dal Moglia, con Rino Faroni che da vero appassionato conoscitore degli equilibri sportivi, a distanza di un decennio o poco più, riconosce un significato decisamente profondo a quel duello vissuto nel limbo della Terza, dalle due realtà di Moglia e Suzzara: «Da quello spareggio di Gonzaga è nata una vera e produttiva amicizia sportiva fra le due società che si traduce in amicizia concreta ancora oggi. Il simbolo umano del rapporto vivo fra i due settori giovanili è Carlo Piccinini, grande atleta ed anima del Suzzara attuale. Sul campo, quel duello viveva di talento. Quel Suzzara vantava la classe di Bergalesi mentre l’orgoglio decisivo del Moglia era riassunto da un attaccante come Boanini, uomo che decise quello spareggio». A distanza di anni a tinte bianconere, Faroni riconosce: «La forza generosa di quel Moglia che non meritava il limbo della Terza riuscì a prevalere come simbolo di rinascita. La piazza di Suzzara è degna di altri palcoscenici, oggi come allora ma quel duello appassionato ci permisde di avviare una amicizia sportiva vera ed umana che non merita confronti nel calcio di oggi». Quando uno spareggio può valere un appuntamento con la storia da aggiornare una amicizia sportiva vera e verace. Quel maggio 2011, quello spareggio, quel Moglia trionfatore, hanno saputo conquistare il rispetto sportivo ed emotivo della Suzzara sportiva. Premio perenne alla resilienza dei valori popolari, capace di valicare i verdetti del campo di calcio.

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