Il Sermide che salì in Seconda. Diazzi: «Con mister Freddi nessuna sconfitta nell’85-86»

L’ex difensore svela il segreto:  «Raggiungemmo quel traguardo con lo stesso gruppo fin dal vivaio»

SERMIDE. Palestra di vita quel campo di calcio di Sermide per la leva 1965 che ha conosciuto il divertimento ludico del gioco, poi insegnamenti, tecniche e qualità umane verso ambizioni sportive più ampie, scattando dai banchi di scuola e sconfinando in storiche affermazioni. L’esercizio del ricordo riesce perfettamente ad un eclettico e puntuale difensore laterale destro, Pier Mario Diazzi che con la maglia del Sermide si è regalato la soddisfazione perentoria del successo. Oltre il torneo di Terza dominato nel 1985-86 lo stesso Diazzi ricorda: «Quel Sermide aveva dominato la stagione. Ricordo che non conoscemmo mai la rabbia della sconfitta in un campionato dove riuscimmo a sbaragliare la concorrenza ampiamente prima del finale».

Il percorso sportivo di quel gruppo, ricorda Diazzi, era seguito in ogni dettaglio; la forza di quella squadra risiedeva in qualcosa di simile ad una perfetta conoscenza reciproca: «L’idea che si rivelò decisiva - aggiunge Diazzi - è quella di aver guidato un gruppo di ragazzi dalla scuola calcio sino alla vittoria di un campionato federale, con lo stesso gruppo e la stessa persona a guidarci. Dalla panchina sapevamo di poter contare sul prezioso contributo di un allenatore capace di trasmettere valori elevati, Lino Freddi, per tutti “Nini”, portava metodi di allenamento che oggi sarebbero all’avanguardia».

Il ricordo di quella marcia trionfale, distante oramai 35 anni, rimane acceso e lucido: «La vittoria - spiega Diazzi - di quel torneo di Terza, ottenuta da arrembante ventenne, fu il via alla mia personale avventura calcistica. Vero è che da quel successo è partito un percorso che mi ha portato a conoscere categorie di profilo superiore, tornei esterni alle competizioni lombarde e tante vere emozioni, anche se la base di partenza rimane quel Sermide plasmato da amicizia e qualità tecnica e sportiva».

Una squadra plasmata con pazienza ed attenzione, in cui esisteva equilibrio totale fra esperienza e gioventù, come spiega lo stesso Diazzi: «Due indiscutibili punti di riferimento per esperienza e qualità come Marco Speltri ed Enrico Ghisellini erano trascinatori per quel vasto gruppo di giovani fra cui emergevano i vari Barozzi, Malavasi e Savoia. Giocavamo palla a terra, le regole base erano affiatamento e adattamento alle situazioni. Tutto molto diverso rispetto al calcio di oggi. Grazie a Lino Freddi quel Sermide era pronto per palcoscenici di livello superiore».

Con la stessa struttura di squadra, in pochi anni, Sermide conobbe l’approdo in Prima, partendo proprio dalla scuola calcio.

Video del giorno

Assemblea alla Canottieri Mincio: c'è il quorum, il circolo verso la salvezza

La guida allo shopping del Gruppo Gedi