La Coppa Faveri del Segnate Brandani: «Nel 2008 giunse il giusto premio per il vivaio»

Il presidente ricorda il successo: «Il trofeo consegnato dal presidente Figc Pasolini non lo scordo più»

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE. Valorizzare il talento giovanile quando poteva essere scommessa più che sicurezza. Onore al merito della piccola realtà sportiva di San Giacomo delle Segnate che seppe appiccicare alla propria divisa di colore granata i diademi riservati a vincitori di quella Coppa Faveri che trasuda storia, soprattutto se conquistata con orgoglio e con sudore in una realtà sportiva capace di annoverare un pugno di appassionati. Dire Coppa Faveri, nel limbo del calcio virgiliano è paragonabile alla celebre Coppa Carnevale di quella Viareggio che elegge, pausa forzata esentata, il talento del calcio giovanile. Scommessa vinta a pieno titolo da quel Segnate che nel 2008 sbaragliava il campo di una nutrita concorrenza giovanile, alzando al cielo quel trofeo, come ricorda con orgoglio Giuseppe Brandani, presidente all’epoca dell’affermazione: «Affermazione ricordata con grande orgoglio ed estrema soddisfazione. Quella Coppa Faveri rappresenta ancora oggi il completamento di un percorso di valorizzazione che rimane fiore all’occhiello della nostra realtà. Nella stagione precedente avevamo conseguito un altrettanto prestigioso secondo posto. Il gusto del successo rimane il perfetto completamento di un percorso voluto e perseguito, di cui testimone perfetto di ogni dettaglio che si è incastrato a dovere rimane l’allenatore di quel gruppo Andrea Guicciardi che con quella Coppa Faveri alzata al cielo nel 2009 ha spinto tutta la realtà sportiva Segnate nella storia sportiva locale e, forse non soltanto». Un piacevole ricordo per Giuseppe Brandani, una testimonianza storica che si tramanda a distanza di oltre due lustri come accennano anche i ricordi orgogliosi del dirigente granata Cavaletta che, pur senza scendere nel dettaglio, aggiunge elementi caratteristici locali al gusto del successo vissuto: «Non eravamo celebri per epocali festeggiamenti. Ricordo con piacere la cavalcata di quella Juniores guidata da Andrea Guicciardi che sorprendeva tutti quanti». Salire al vertice del calcio provinciale in quella primavera del 2008, rimane orgoglio per il piccolo Segnate come tiene a sottolineare Giuseppe Brandani: «Il ricordo più abbagliante della Coppa Faveri conquistata ai calci di rigore dopo una combattuta finale, rimane quello di avere ricevuto quel prestigioso simbolo del calcio giovanile dalle mani del presidente della sezione Figc di Mantova, Alberto Pasolini. Un ricordo indelebile che porta il Segnate nella storia, grazie ad un signore di nome Andrea Guicciardi che sapeva illuminare i giovani talenti». Correva la primavera del 2009, il pallone poteva illuminare il talento dei ragazzi del futuro.

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