Zanotti e il San Pio X 1991-92: «Con il patron Vezzani fu ritorno da re in Seconda»

Nella rosa anche il figlio del mister: «Fu lui a risolvere con due rigori la sfida decisiva contro la Dinamo»

MANTOVA. Vincere è difficile. Rivincere è se possibile ancora più complicato. Non per la coppia d'oro del San Pio X formata da patron Lorenzo Vezzani e da mister Ugo Zanotti. Dopo la prima e storica promozione in Seconda categoria arrivata nella stagione 1984-85, il bis arriva a sette anni di distanza.

Un nuovo trionfo in Terza categoria per la società di Valletta Paiolo, questa volta targato 1991-92. Con i medesimi timonieri al comando. «Dopo la prima promozione rimanemmo alcuni anni in Seconda per poi retrocedere - ricorda Zanotti, il mister di entrambi i salti di categoria - Nell’anno della seconda promozione c'erano ancora un paio di reduci del primo trionfo, Pianori e Olivieri. Con loro tanti giovani cresciuti nel nostro fiorente settore giovanile, tra i quali mio figlio Lorenzo, e tre extramuros: bomber Zanoni, Baccolini, vero ragazzo d'oro, con il roccioso difensore Cretella. Il patron, ovviamente, era sempre Lorenzo Vezzani».

Il gruppo è di valore e, come da tradizione in casa San Pio X, la pressione nei confronti della squadra non è affatto eccessiva. Giocare a mente libera è spesso un vantaggio, specie nei confronti di rivali tecnicamente magari più forti ma psicologicamente forse più debole.

«A undici gare dal termine perdiamo - spiega il tecnico - una partita a San Giacomo Po. Un ko rocambolesco, arrivato dopo un'ottima prestazione da parte nostra. Ad inizio settimana ci ritroviamo negli spogliatoi. Ci guardiamo in faccia e ci diciamo chiaramente: per salire dobbiamo vincerle tutte e dieci. E così fu».

Un vero patto di ferro che diede il via ad una striscia incredibile di risultati utili. E dire che le rivali non mancavano di certo. Dinamo Gonzaga, Serenissima e Castelletto su tutte. «Le battemmo tutte in quello straordinario finale di stagione. Ricordo la festa dopo la vittoria dell'ultima giornata a Villa Saviola. Sembrava impossibile e invece ce l'avevamo fatta a riconquistare la Seconda categoria».

Facile individuare i segreti alla base del successo. «L'ossatura era buona ma rivincere è sempre difficile. L'ambiente, però, era sereno, una vera famiglia. Non c'erano mai problemi, i giocatori si esprimevano al meglio. In più c'era un bel senso di appartenenza, i ragazzi tenevano alla maglia».

Zanotti si ritrovò ad allenare il figlio Lorenzo. In una squadra il rapporto padre-figlio non è affatto semplice da gestire. «Tecnicamente era tra i più validi. Di certo essere mio figlio non lo metteva in una posizione privilegiata. Anzi, alcune volte è stato un po' sacrificato. Ricordo la partita chiave contro la favorita Dinamo Gonzaga. Eravamo sotto 1-0, ma l'arbitro ci diede due rigori e vincemmo 2-1. Mio figlio li tirò entrambi. Uno da una parte e l'altro dall'altra. Provate solo ad immaginare a quali livelli fosse la mia ansia. A fine gara lo rimproverai, dicendogli che non avrebbe dovuto cambiare angolo, visto che il portiere se lo aspetta. In realtà fu freddo e a distanza di anni posso ammettere che aveva ragione lui».

La stagione si chiuse con un'indimenticabile amichevole serale al Migliaretto. Di fronte, il San Pio X 1985 e quello del 1992, le due squadre della leggenda. Gran rivalità in campo e salomonico pareggio finale, con inevitabile cena a seguire. Per Zanotti, protagonista da allenatore a Grazie, Campitello e in Emilia, saranno una quindicina in totale le stagioni vissute a Valletta Paiolo tra quelle nel ruolo di tecnico della prima squadra, delle giovanili e direttore sportivo.

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