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Giochi sfiorati, Masini si consola: «Farò il tifo per mio nipote Jacobs»

Il bronzo olimpico a Rio 2016 nel paraciclismo poteva fare il bis a Tokyo. Nessun dramma: tutta l’attenzione sul centometrista figlio della sorella

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Giancarlo Masini non si era fatto troppe illusioni sulla possibilità di esser convocato per le Paralimpiadi di Tokyo e, infatti, il suo nome non figurava tra quelli dei soli 8 convocati nella Nazionale azzurra. Chiaro che il rammarico c’è ma Masini come al solito guarda avanti.

«È andata così, ovvio che mi sarebbe piaciuto andare in Giappone ma la mia esperienza paralimpica a Rio, con tanto di medaglia, l’ho fatta e la porterò sempre con me – dice Masini, di ritorno da una settimana di vacanza – Sono reduce dai Campionati italiani di Prato, dove ho ottenuto una buonissima prestazione nella crono. Poi, a settembre, partirò per l’esperienza del Giro di Sardegna, che ho già vissuto l’anno scorso, e mi preparerò per l’eventuale prova di Coppa del mondo che pare verrà fatta in Italia, a Bassano. Sento di avere ancora qualcosa da dare: l’idea è di esserci anche l'anno prossimo e di partecipare ai Mondiali del 2022».

Oltre che per tifare per i suoi compagni di Nazionale, Masini avrà comunque un importante motivo per seguire in televisione le Olimpiadi. Il ciclista castiglionese è infatti zio del centometrista Marcell Jacobs: il 25enne cresciuto nella vicina Desenzano è infatti figlio della sorella Viviana.

«Ovviamente farò un grande tifo per lui, si sta meritando tutti i risultati che stanno arrivando, uno a uno – sottolinea Masini – Mi auguro che a Tokyo possa fare bene, ha un grande potenziale e sono sicuro che potrà esprimerlo se resterà con i piedi per terra. Anche perché è seguito da un grande allenatore come Paolo Camossi, che ha avuto un grande ruolo nella sua crescita, sportiva e non solo». Per poco dunque non c’è stata una spedizione di famiglia verso Tokyo.

«È vero – ride Masini – e pensare che la possibilità c’era stata anche a Rio nel 2016, quando lui faceva ancora il salto in lungo e non si qualificò per pochissimo perché gli venne tolta una misura buona. Pazienza, l’importante è che ci lui ci sia arrivato adesso e che possa portare una grande soddisfazione a noi che lo sosteniamo da casa come a tutto il movimento azzurro».

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