Lucilla Boari e la storica medaglia nell’arco: «Svegliatemi se è un sogno»

Le parole della mantovana dopo essere salita sul podio: «Ancora non ci credo. È un bronzo che vale oro»

TOKYO. «Svegliatemi se è un sogno, perché ancora non ci credo» le parole di Lucilla con la medaglia al collo mettono i brividi. «È una medaglia storica. Magari tra qualche ora realizzo cosa ho fatto. Pensate che la notte scorsa non ho dormito dal desiderio che avevo del podio».

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Un’impresa incredibile, la sua. Prima italiana a salire sul podio nel tiro con l’arco. Prima mantovana a mettersi al collo una medaglia olimpica. «Per le donne del nostro movimento pesa tantissimo questa medaglia perché sono più forti e perché apre un percorso anche se faticoso. Comunque il pensiero di farcela c'era, visto come era andata giovedì, e non potevo chiedere di meglio dopo che a Rio la medaglia a squadre era sfumata per poco».

«È bella questa medaglia e non vedevo l'ora di tenerla, è un bronzo ma vale oro e non potevo chiedere di meglio. A Rio era sfumata per poco la medaglia a squadre. Ho dato il massimo e sono davvero felice. Una dedica? All'Italia». Ha proseguito l'arciera azzurra. «Da Rio a oggi? A Rio ero molto giovane, avevo 19 anni. sono ritornata dopo la qualifica per gli esami di maturità e siamo partita per Rio, ero un po' una bimba al parco giochi. Dopo 5 anni essere ancora qui e giocarsi una medaglia ci vuole la testa e credo di poter dire che in questi ultimi mesi, con questa medaglia al collo, di testa sono cresciuta e un po' di autostima è anche aumentata».

Un pensiero alle polemiche per gli sgradevoli titoli sui giornali durante l’Olimpiade di Rio. Quel “cicciottelle” davvero di pessimo gusto. «Polemica di Rio? Aspetto un nuovo titolo di giornale. Non è stato un bell'aggettivo, ci è stato detto che non voleva essere dispregiativo ma è passato l'esatto contrario, ma il dato di fatto è una medaglia che ho vinto».

E uno sguardo al futuro: «La Corea? Spero ci si possa avvicinare, nessuno è imbattibile ma sono molto forti, a questa volta ce ne è solo una sul podio. Un titolo per questa medaglia? La storia a scuola non mi piaceva anche se mia mamma è insegnante di storia, ed entrambi i miei genitori sono insegnanti con mio padre che tirava da giovane, ma questa è una medaglia storica perché mai vinta dal nostro movimento femminile», ha concluso la 24enne di Rivalta sul Mincio, allenata presso il Centro federale di Cantalupa da Natalia Vaaleva, anche lei bronzo a Barcellona 1992 sotto la bandiera del Comitato olimpico. 

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