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Un risultato, mille volti: il Mantova cerca una svolta dopo il tris di pareggi fotocopia

Squadra viva, stesso score di un anno fa pur senza sconfitte. Manca personalità, ma ci sono le basi per alzare la testa

MANTOVA. Stesso risultato, stessa evoluzione del punteggio, stesso bottino finale. Eppure, tre partite completamente diverse. Per il Mantova il post Salò è un’introspezione quasi filosofica alla ricerca di un filo condutture che leghi questi primi 270 minuti di campionato.

Tre punti frutto di altrettanti 1-1 con i biancorossi sempre avanti e sempre rimontati. Sembra un film, è invece la realtà di una squadra ancora alla ricerca di una propria identità ma con qualche segnale importante da non sottovalutare.

COSA FUNZIONA

Il gruppo è sicuramente in crescita. Lo dicono le prestazioni, lo dice la volontà dimostrata a Salò su un campo difficilissimo. Al di là del fortunoso vantaggio iniziale, il Mantova ha giocato e ha creato parecchie circostanze pericolose. È stato sì rimontato, ma ci è voluto un gol da attaccante vero di Miracoli per rimettere in sesto la Feralpi.

Il tutto, è bene ricordarlo, senza Filippo Guccione. Il capitano è l’anima pulsante di questa squadra, è creatività e sostanza. In pre campionato uno dei ritornelli ricorrenti era: «Ok, bel Mantova. Ma se gli togli Guccione… ». Presto fatto. A Salò out GuGol e squadra comunque in palla.

COSA NON FUNZIONA

C’è comunque da migliorare, perché i limiti ci sono. Il primo è di carattere numerico, nel senso che la coperta è corta e le scelte in alcune circostanze sono risicate. A Salò, una volta rimasti in superiorità numerica, è mancata la miccia per fare il botto. Colpa della stanchezza accumulata e pure delle poche risorse offensive viste le assenze.

Forse si poteva inventare qualche soluzione per dare gamba alla manovra (magari inserendo Silvestro o Pinton, gente che di fiato ne ha da vendere), ma la realtà resta quella di una rosa che non permette voli pindarici. Lo si sapeva fin dai primi giorni, ora lo si tocca con mano. C’è poi un problema caratteriale: a questa squadra manca un pizzico di personalità, quella malizia necessaria per gestire le gare che si incanalano verso una direzione.

LE CONTROMISURE

Si diceva di tre pareggi uguali e diversi. A Legnago il pari della rabbia per l’occasione persa, con la Giana quello della delusione per il passo indietro, con la Feralpi segno X della crescita. Tre punti in tre giornate, stesso score del Mantova targato Troise (una vittoria, due ko). L’impressione è che ci sia la necessità di una svolta morale, un qualcosa che inneschi consapevolezza e spregiudicatezza.

Perché la qualità c’è, magari non eccelsa, ma c’è. E l’unica svolta plausibile nel calcio è quella di un risultato pesante. Lo scorso anno arrivò alla quarta di campionato, con le 5 sberle rifilate al Perugia poi promosso in serie B. Domenica si affronta l’Albinoleffe. A buon intenditor...

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