Arcobaleno Mantova, apoteosi al 93’: al Martelli è vittoria dopo oltre sei mesi

Guccione e De Cenco ribaltano l’iniziale vantaggio del Piacenza. Nel pantano succede di tutto: ospiti in 9 e Acm in 10

MANTOVAIl Mantova contro il Piacenza trova all’ultimo respiro la tanto sospirata prima vittoria in campionato e lo fa in una gara in cui accade di tutto, dal nubifragio che rende il campo (splendido all’inizio) quasi impraticabile fino alle tre espulsioni che fanno chiudere i biancorossi in superiorità numerica, dieci contro nove.

La rete di Guccione e quella al 93’ di De Cenco ribaltano l’iniziale vantaggio emiliano e ripagano i mille tifosi che hanno sfidato le intemperie per essere al fianco della squadra. Una gioia immensa, visto che il successo al Martelli mancava addirittura dal 17 marzo scorso: Mantova-Virtus Verona 3-2, più di sei mesi fa.

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Si comincia con Lauro che schiera il Mantova col consueto 4-3-3 e la formazione annunciata, la stessa che sette giorni prima aveva perso pur non demeritando sul campo dell’Albinoleffe. Scazzola, invece, modifica il Piacenza (atteso col 3-4-2-1) e presenta una squadra disposta 3-5-2.

Gli ospiti si dimostrano bravi nel palleggio e nello sfruttare l’ampiezza de campo. Già al 1’ bucano sulla destra con Parisi e sul cross basso Rabbi non arriva per un soffio. Il Mantova fatica a trovare le misure e gli emiliani si fanno preferire nel gioco, pur non creando granché davanti. Al 17’ su un velenoso cross teso di Parisi, Tosi respinge in tuffo coi pugni. Poi, al 23’, un episodio sblocca il match. Il Piacenza attua uno schema su punizione dalla trequarti: viene servito Bobb, che pennella in area trovando l’accorrente Corbari solo e pronto a battere Tosi con un colpo di testa ravvicinato.

Si fa dura, anche perché intanto la pioggia non si ferma e il terreno del Martelli comincia ad allagarsi. I biancorossi comunque ci provano, pur faticando a trovare spazi. Al 32’ Bertini costringe alla respinta con i pugni Pratelli con una punizione-cross da sinistra. E due minuti dopo proprio da quella parte (la più praticabile, sotto i distinti) arriva l’azione del pari. Gerbaudo approfitta del liscio di Parisi e vola sulla fascia, poi effettua un cross perfetto per Guccione, che appostato sul secondo palo incrocia di testa e firma l’1-1.

Il finale di tempo è rovente. Il Mantova insiste e al 39’ Bertini lanciato in corsa a sinistra viene steso da Parisi con una gomitata. L’arbitro estrae il rosso diretto e il Piacenza resta in dieci. Scazzola ordina il 4-4-1 e gli emiliani riescono a difendersi senza danni fino all’intervallo.

Lauro sostituisce Bianchi con Esposito e il Mantova riparte forte per sfruttare la superiorità numerica, ma la prima occasione ce l’ha l’ex Gonzi, che impegna Tosi con una deviazione in area su cross basso di Corbari. Il terreno è pieno di pozzanghere e al 4’ la palla s’impantana in area, favorendo Guccione che però non riesce a servire Bertini.

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Lauro all’11’ molla gli ormeggi e butta dentro Paudice e Zappa per Messori e Bertini: Mantova ora 4-2-4 a caccia della vittoria. Ma Paudice resta in campo solo un minuto, perché l’arbitro lo espelle per quello che dalla tribuna appare un contrasto sulla palla con Bobb ma che le immagini rivelano scomposto. Proteste furiose della panchina biancorossa che si spengono tre minuti dopo, quando Marchi (già ammonito) stende Zappa e viene espulso per doppio giallo. Ora si gioca 10 contro 9. Mantova 4-2-3 e Piacenza 4-3-1, anche se parlare di schemi ormai non ha senso. La gara diventa una battaglia nelle pozzanghere, con i giocatori che fanno fatica a manovrare e si affidano sempre più ai lanci lunghi. Al 21’ il guizzo giusto lo trova Guccione, che pesca sul secondo palo il liberissimo Esposito, il cui piattone al volo è però respinto in tuffo da Pratelli.

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Sul Martelli a metà ripresa spunta l’arcobaleno, sembra un segnale. Nel finale i biancorossi spingono col cuore ma creano solo corner in serie e un paio di situazioni confuse in area. Fino al 48’, quando Gerbaudo calcia una punizione dalla trequarti indirizzandola verso il secondo palo della porta ospite. Lì, su tutti svetta Caio De Cenco, che colpisce di testa e infila la rete del 2-1. È festa grande sotto la curva Te, dove Guccione e compagni tornano poi a tuffarsi tutti insieme dopo aver difeso negli ultimi tre minuti di recupero l’agognata vittoria. Bene così.

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