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Mantova penalizzato e beffato al 90’, stavolta il pubblico contesta la squadra

Biancorossi poco incisivi ma tonici, difendono bene per un tempo in dieci contro il Sudtirol fino alla rete di Odogwu. Milillo espulso per doppio giallo: l’arbitro eccede su un mani veniale

MANTOVA. Il Mantova si vede sfuggire sul filo della sirena un punto prezioso nel confronto con la corazzata Sudtirol, tenuta a bada - seppure a fatica - fino al 90’’ e giocando anche quasi tutta la ripresa in dieci per l’espulsione di Milillo. La squadra viene contestata alla fine dalla curva (che la incita comunque fino al 95’), ma stavolta onestamente c’è poco da rimproverarle, a parte un paio dei soliti errori difensivi, l’ultimo dei quali costato la rete dell’1-0. Per il resto i biancorossi fanno ciò che possono, ci mettono l’anima e imbrigliano i quotati altoatesini pur non riuscendo a proporre granché in attacco. Poi vengono penalizzati da un’espulsione molto severa e pure in dieci concedono in un tempo due sole occasioni agli avversari, entrambe su corner. Il ko brucia e la classifica è quella che è, dunque è la somma che fa il totale. E il piatto piange.

Mister Lauro cambia ancora modulo e, dopo il 4-3-3 utilizzato contro il Lecco e il 3-4-3 di Trieste, vara un 4-2-3-1. In difesa, visto l’obiettivo dichiarato alla vigilia di non subire gol, non ci sono under. Ma la formazione è decisamente offensiva, visto che in campo vanno contemporaneamente Zappa, Piovanello, Guccione e De Cenco. Il Sudtirol dell’ex Javorcic risponde con un 4-3-3.

I biancorossi partono a mille all’ora, pressando alti e creando qualche imabarazzo agli altoatesini. L’unica conclusione arriva però al 6’ in mischia, con una rovesciata di Milillo bloccata dal portiere Poluzzi.

Poi, piano piano il Sudtirol viene fuori e fa capire perché è lassù in classifica. Prima (11’) Davi vola a sinistra e serve in corridoio Rover, che brucia in velocità Milillo e si presenta solo in area, salta anche Tosi ma poi angola incredibilmente troppo il diagonale divorandosi un gol che sembrava già fatto. Poi (17’) Rover fa tutto da solo, accentrandosi da destra e sparando un sinistro che Tosi blocca in due tempi. Infine (18’) su cross di De Col è Fischnaller a colpire di testa a centro area alzando però la mira.

Il Mantova soffre un po’ ma è in partita: lotta su ogni palla e prova a ripartire negli spazi. Al 20’ il pimpante Piovanello serve ai venti metri Gerbaudo, il cui sinistro sorvola la traversa.

Altre grandi emozioni fino all’intervallo non ne arrivano e il match appare equilibrato e molto combattuto, pur con un lieve predominio ospite. Gli altoatesini ci provano con Malomo in girata (29’) e con un colpo di testa a lato di Tait (32’), mentre dall’altra parte è Zappa a sparare il sinistro fuori bersaglio dopo una bella penetrazione centrale.

Nella ripresa il Sudtirol entra in campo col piglio di chi è deciso a chiudere i conti e costringe il Mantova a difendere a pieno organico. L’unico brivido, però, è una punizione tagliata di Broh che sfila in mezzo a mille maglie e sbuca davanti a Tosi, pronto a ribattere. Poi l’arbitro decide di dare una piega ancora più precisa al match, espellendo Milillo (già ammonito) all’8’ per doppio giallo. Il difensore biancorosso è reo di un veniale - e forse neppure volontario - fallo di mani sulla trequarti, in un’azione che non avrebbe portato alcun pericolo all’Acm. Cavaliere però è inflessibile e manda fuori Milillo, mentre Lauro richiama Zappa e inserisce Pilati passando a un 4-3-2.

Da qui in avantii, ovviamente, si gioca quasi soltanto in una metà campo. Ma il Mantova regge bene e non rischia praticamente nulla. Al 19’ il neoentrato Casiraghi spara a lato dai 25 metri, al 28’ un paio di tiri degli ospiti sono ribattuti in mischia.

Javorcic pian piano butta dentro tutti i suoi uomini offensivi, Lauro rileva Piovanello con Zibert al 25’ e poi l’esausto Guccione e De Cenco con Bertini e Paudice al 37’.

Al 39’, su corner di Casiraghi, Odogwu elude la marcatura di Messori e di testa sfiora l’incrocio. Per il Mantova sembra fatta, ma al 45’ la combinazione si ripete e Odogwu, che colpisce in area piccola, fa centro segnando l’1-0 decisivo.

I cinque minuti di recupero sono inutili, così come il timido tentativo della squadra di andare sotto la Te, che urla a pieno polmoni a Guccione e compagni di tirare fuori gli attributi.

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