Iannuzzi: «Son qui per Di Carlo Aveva ragione, club e città top»

Il centro campano della Staff: «Da piccolo mi scoprì Siena, con Gennaro salto in A Con lui legame importante, gli devo molto. Il tempo libero? Famiglia, tv e tennis»

MANTOVA. In questo ottimo avvio di campionato, la Staff Mantova non è stata trascinata solo dagli stranieri ma anche da un solido gruppo di italiani. Un contributo importante è arrivato da Antonio Iannuzzi, pivot campano approdato agli Stings dopo una promozione in serie A con la corazzata Napoli. La storia di uno degli uomini più fidati di coach Gennaro Di Carlo inizia a Cesinali, il piccolo paesino natio di “Iannu”: «Visto che da bambino ero già molto alto, i miei amici mi spinsero a giocare a pallacanestro – rivela Iannuzzi dall’alto dei suoi 208 cm -. In precedenza avevo anche giocato a pallavolo come mia sorella Carmelina, ma col basket fu subito amore. Dopo i primi anni nel minibasket di Cesenali, mi trasferii nel settore giovanile della Scandone Avellino».

In poco tempo, Iannuzzi attira l’interesse della Mens Sana Siena, all’epoca uno dei vivai più floridi d’Italia e d’Europa: «Ricordo che andai a Siena coi miei genitori per capire il loro progetto e vedere da vicino le loro foresterie. Fu un’esperienza incredibile, ebbi anche la possibilità di allenarmi con la prima squadra di coach Pianigiani e di condividere il parquet con campioni come Stonebrook e Lavrinovic».

Negli anni successivi il centro degli Stings si fa le ossa nelle categorie inferiori a Cus Siena, Ferentino, Matera e Omegna: «È grazie a queste esperienze che ho maturato il mio carattere. Prima ero molto impulsivo, mentre ora sono più maturo e cerco di mantenere la concentrazione anche nei momenti più delicati delle partite». La stagione 2015/16 termina con una retrocessione di Omegna in serie B. Iannuzzi, però, si distingue come uno dei migliori italiani della categoria e riceve la chiamata di coach Di Carlo all’Orlandina in serie A: «Non sapevo cosa aspettarmi, avevo paura di non giocare quasi mai, invece è stata una delle migliori scelte che potessi fare. Con Gennaro è stato un rapporto di amore e odio, ha sempre preteso molto da me, forse perché credeva nelle mie potenzialità più di quanto non lo facessi io. Col tempo abbiamo sviluppato un legame molto importante e ci siamo tenuti in contatto per tutte le stagioni successive».

Dopo le esperienze europee a Torino e le buone stagioni a Brindisi e Varese, Iannuzzi torna in A2 a Napoli: «Non esiste la pozione magica per conquistare la promozione. Serve fame di vittorie e umiltà, non abbiamo mai sottovalutato nessun avversario». Ed ecco la chiamata degli Stings: «Sono arrivato a Mantova perché volevo incontrare di nuovo Di Carlo. Il coach mi ha parlato bene della società e della città e le impressioni sono state confermate in questi primi mesi».

E nel tempo libero? «Cerco di stare con la mia famiglia, mi piace guardare serie tv e film, d’estate gioco a tennis».

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