I tifosi al Mantova: «Giusto contestare, tocca a voi ripagare il nostro amore»

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Comunicato del Ccmc: «Prendete stimolo dalle critiche». Marchetti della curva: «Pazienza finita»

MANTOVA. La pazienza della tifoseria è giunta al limite e da sabato 11 dicembre, quando il Mantova ospiterà al Martelli la Pro Patria per un importantissimo scontro salvezza, toccherà alla squadra riportare la gente dalla sua parte. È questa, in estrema sintesi, la risposta che il popolo biancorosso invia alla società di Viale Te dopo la contestazione di sabato a Crema, a cui sono seguite dichiarazioni più o meno concilianti da parte di mister Lauro, del ds Battisti e del presidente Masiello.

Il Centro di Coordinamento Mantova Club affida la sua posizione a un comunicato firmato dal presidente Rinaldo Pizzi: «Chi scrive queste parole è il Cuore dei tifosi mantovani, ricco di passione e lealtà verso i colori biancorossi - si legge nella nota -. I tifosi ci sono sempre stati, ci sono e ci saranno sempre per questa maglia. Il tifoso paga il biglietto per assistere ad una prestazione sportiva e se questa prestazione non è all’altezza ha il diritto a criticare e contestare. Il tifoso che segue la squadra anche in trasferta, sopporta km di strada, con sacrifici economici, di tempo e personali, ma c’è ed è presente. Se la società paga regolarmente gli stipendi è un fatto positivo, ma compie solo il suo dovere. Se dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, i tifosi lo fanno e lo faranno sempre. La critica e la contestazione emergono solo quando la situazione lo richiede (classifica deficitaria con pochissime vittorie e con prestazioni spesso molto opache), ma devono essere colte come uno stimolo per migliorare e gioire tutti insieme a fine campionato».

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda sembrano gli Ultras della Curva Te. Non c’è una presa di posizione ufficiale del gruppo, ma per capire che aria tira da quelle parti basta ascoltare il capo storico della tifoseria Massimo Marchetti: «Credo che la curva abbia avuto anche fin troppa pazienza e quando a Crema ha visto la squadra approcciare in modo totalmente sbagliato una partita fondamentale, si è fatta giustamente sentire e se l’è presa con tutti com’è normale che sia. Va bene il budget ridotto a causa dei problemi di Setti, ma anche così si poteva fare di meglio. Siamo arrivati a metà campionato e abbiamo vinto soltanto due partite: l’unica cosa che devono fare società, mister e giocatori è rimboccarsi le maniche e cominciare a combinare qualcosa di buono. Noi non ci divertiamo a contestare, se siamo arrivati a questo punto è perché non se ne può più».

Sabato, quindi, i tifosi aspettano segnali precisi: «Vogliamo una reazione della squadra, tocca ai giocatori riportarci dalla loro parte. E non mi si dica che qui c’è troppa pressione, perché chi la pensa così è bene che vada a fare un altro mestiere».

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