Checchi: «Mantova, ora vinci e riconquista la tifoseria»

Il difensore: «La contestazione ci ha scosso, il clima non è sereno ma succede. In tre gare ci giochiamo tanto, con la Pro Patria faremo di tutto per spuntarla»

MANTOVA. A 30 anni Lorenzo Checchi è uno dei giocatori più esperti del Mantova. Come età anagrafica, in una rosa mediamente molto giovane, ma anche per la lunga militanza nella categoria. Volere o volare, la contestazione dei tifosi a squadra e società nel corso della gara con la Pergolettese è il tema della settimana e il difensore non si sottrae a un'analisi del momento difficile.

«È normale che quando ci sono queste vicende - inizia Checchi - all'interno dello spogliatoio la situazione non può e non deve essere serena. I più esperti come me magari ci sono già passati in mezzo, i ragazzi che si affacciano per la prima volta nel calcio professionistico sono meno abituati e il clima ne risente. Del resto bisogna capire che sono fatti che nel calcio succedono e l'unica cosa da fare è restare concentrati sul lavoro del campo».

Una settimana particolare quindi, quantomeno diversa, che prelude a una sfida importante contro la Pro Patria: «Quello che mi sento di dire - prosegue - è che noi stiamo spendendo tutte le energie possibili sapendo di indossare una maglia blasonata e ricca di storia. Mi spiace perché il feeling tra la tifoseria e il Mantova è sempre stato forte e questo malessere, che percepiamo, ha incrinato i rapporti. Siamo consapevoli che la classifica non è bella e da parte nostra dobbiamo solo vincere per migliorarla. Facendo in modo che la piazza possa tornare a essere orgogliosa di noi».

Per quanto riguarda l'atteggiamento della tifoseria nella gara contro la Pro Patria Checchi non ha dubbi: «Il nostro pubblico ci ha sempre sostenuto - spiega - e sono sicuro che lo farà anche sabato 11 dicembre. Dobbiamo essere pronti, anche dal punto di vista psicologico, a una gara maschia, equilibrata e sul filo della tensione. Sappiamo che sono in palio punti molto pesanti e resto sempre convinto che i traguardi si raggiungano tutti insieme. L'obiettivo è quello della salvezza e sono sempre fiducioso sul fatto che ci arriveremo».

Il centrale toscano non si sottrae alle proprie responsabilità: «Sappiamo che ci mancano soprattutto delle vittorie - sottolinea Checchi - e se ripercorriamo mentalmente il nostro cammino finora credo che alla nostra classifica manchi qualche punto. Ce la siamo sempre giocata quasi con tutte, comprese le formazioni di vertice, e in un torneo equilibrato come questo quei punti lasciati per strada darebbero un altro volto alla graduatoria e anche un altro morale al gruppo. Comunque è inutile guardarsi indietro: dobbiamo tornare a vincere, cominciando da sabato, e per farlo dobbiamo lavorare su quei dettagli che possono fare la differenza. Trasformando i pareggi e le sconfitte in successi».

Anche perché da qui alla sosta di Natale c'è un ciclo di tre partite (Pro Patria in casa, trasferta a Vercelli, poi di nuovo Legnago al Martelli) da non sbagliare: «Nei prossimi 15 giorni ci giochiamo molto e ne siamo consapevoli - prosegue - affrontando un impegno alla volta al massimo della concentrazione. Ora pensiamo soltanto alla Pro Patria».

Sabato a Crema Checchi è andato vicino al gol con una traversa su colpo di testa: «Peccato perché lì la gara avrebbe potuto svoltare in modo positivo - conclude - : non sono un bomber, comunque in carriera qualche gol l'ho sempre fatto. A Mantova non è ancora successo, spero che presto accada e che sia anche una rete importante».

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