Il giorno più lungo

Al Milan basta un punto con il Sassuolo per lo scudetto L’Inter aspetta la Samp e spera in un altro ribaltone

MILANO

Rien ne va plus. Oggi il croupier di questa appassionante volata scudetto lancerà le ultime palline e poi, dopo mesi di sorpassi e controsorpassi in vetta, i giochi saranno davvero fatti. Il doppio tavolo è aperto tra Reggio Emilia e Milano. Al Mapei Stadium il Milan col Sassuolo ha molte più combinazioni vincenti rispetto all’Inter impegnata a San Siro con la Sampdoria.


Ai rossoneri, in vantaggio di due punti con il conforto degli scontri diretti a favore, basterà non perdere. Stefano Pioli chiede l’ultimo sforzo: «Siamo stati sicuramente i migliori finora e dovremo esserlo fino alla fine. Siamo primi con merito. Nessuno ci ha mai regalato nulla e sarà così anche col Sassuolo. Ai giocatori dico che ognuno di loro potrebbe mettere un punto esclamativo su qualcosa che può diventare storia». I preparativi hanno già mosso i primi passi. I giocatori, dopo l’allenamento a Milanello, hanno portato le auto nel garage della sede a Milano. Da lì, circondati da due ali di folla, hanno raggiunto in pullman la stazione Centrale e preso il treno per Reggio Emilia. Casa Milan, infatti, sarà il teatro della festa in caso di esito positivo della trasferta col Sassuolo: i tifosi confluiranno nel grande piazzale davanti alla sede per le celebrazioni. Già ieri ogni tappa degli spostamenti di Ibrahimovic e compagni è stata accompagnata da un entusiasmo dilagante figlio della voglia di riconquistare uno scudetto che manca da 11 anni.

L’Inter, invece, è aggrappata ai chiodi di un sesto grado ripidissimo. Dovrà battere la Sampdoria, sperando nel passo falso dei rivali cittadini: «Dobbiamo concentrarci soltanto sulla nostra partita, non su quella del nostro concorrente. Questo suggerisce la mia esperienza», dice Simone Inzaghi, massimo esperto di sorpassi all’ultima giornata, avendo segnato nel successo scudetto della Lazio in concomitanza al crollo della Juventus a Perugia nel 2000 e nel 4-2 biancoceleste all’Inter il 5 maggio 2002. L’allenatore nerazzurro, che vincendo oggi totalizzerebbe più punti del «Conte I» due anni fa, rivendica i successi già centrati: «L'istantanea di questa stagione è a colori, non in bianco e nero, come molti si aspettavano all'inizio. Abbiamo vinto Supercoppa e Coppa Italia, raggiunto gli ottavi di Champions League dopo tanti anni e ora ci giochiamo lo scudetto. Con la società abbiamo appuntamento per la prossima settimana. Il rapporto è franco e aperto».

L’incontro servirà a fare il punto sulla permanenza di Perisic, considerata indispensabile da Inzaghi. Ma non solo. Nel corso degli ultimi mesi è emersa qualche divergenza con Beppe Marotta sull’obbligo di vincere lo scudetto. Per il dirigente il bis tricolore era alla portata. Per l’allenatore è diventato un traguardo possibile grazie al rendimento oltre le aspettative di novembre e dicembre (filotto apprezzato dal presidente Steven Zhang per la qualità del gioco), ma le consegne iniziali erano di chiudere tra le prime quattro. Non è ancora tempo di bilanci: prima bisogna vivere l’ultimo chilometro di uno sprint scudetto che la Serie A aspettava da 12 anni. —



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